Indennità di disoccupazione. Esclusa per le co co pro con partita Iva

Indennità di disoccupazione. Le nuove collaborazioni con partita Iva, introdotte dalla riforma del lavoro, sono escluse dall’attribuzione della speciale indennità una tantum

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Indennità di disoccupazione. Le nuove collaborazioni con partita Iva, introdotte dalla riforma del lavoro, sono escluse dall’attribuzione della speciale indennità una tantum
Esclusa per le nuove co co pro con partita Iva la speciale indennità una tantum

Indennità di disoccupazione una tantum esclusa per le nuove co.co.pro. con partita Iva. Vediamo più nel dettaglio cosa significa.

Co co pro con partita Iva

Innanzitutto è bene specificare coma la riforma del lavoro del Ministro Fornero ha introdotto una nuova tipologia di collaborazioni coordinate e continuative. Dopo le co co co, co co pro e mini co co co, abbiamo le co co pro con partita Iva. Tali tipologie di collaborazioni con partita Iva si identificano come delle vere e prorpie collaborazioni a progetto con la particolarità che, se manca il progetto, la collaborazione con partita Iva si trasforma in rapporto di lavoro dipendente.

Indennità di disoccupazione

Detto ciò, in linea generale, soffermiamo la nostra attenzione sull’indennità di disoccupazione, anche conosciuta come indennità una tantum, che non viene attribuita alle nuove co co pro con partita Iva. Quest’indennità di disoccupazione infatti non spetta, per espressa previsione normativa, ai soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo.

Indennità una tantum? Esclusa

Le nuove co co pro con partita Iva infatti, secondo le previsioni della riforma Fornero, hanno riservato, dal canto loro, il trattamento fiscale che viene attribuito ai redditi di lavoro autonomo, anche se la loro disciplina riprende in tutto e per tutto quella dei contratti a progetto.

Una differenza di trattamento ingiustificata

L’intento della riforma del lavoro del ministro Fornero è quello di prevedere una stretta sulle false partite Iva, e arginare il fenomeno tristamente diffuso dei rapporti di lavoro subordinato celati da collaborazioni a progetto e partite Iva. Fermo restando ciò, la riforma ha introdotto dei criteri presuntivi per cui una partita Iva si presume rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti se vi sono determinate condizioni. Ma è una stretta sulle finte patita Iva a metà, se guardiamo proprio all’indennità di disoccupazione e a quella una tantum in particolare. Il Governo infatti introduce la co co pro con partita Iva che viene considerata co co pro a tutti gli effetti, fino a quando non si parla di indennità di disoccupazione. E’ l’articolo 2, comma 51 del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro infatti che ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2012, il riconoscimento di un’indennità di disoccupazione, la c.d. indennità una tantum, proprio ai collaboratori coordinati e continuativi, le co co pro, ma ad essere esclusi dal beneficio dell’indennità di disoccupazione sarebbero proprio le nuove co co pro con partita Iva. Una vera e propria differenza di trattamento, derivante dal silenzio della legge che si auspica possa trovare presto una soluzione, mediante una corretta interpretazione da parte dei tecnici ministeriali.

 

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Argomenti: Lavoro e Contratti