Incentivi lavori in casa ed ecobonus al 100%: le proposte per l’edilizia

L'ecobonus potrebbe aumentare fino al 100% in modo da far fronte alle perdite anche dopo il coronavirus.

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L'ecobonus potrebbe aumentare fino al 100% in modo da far fronte alle perdite anche dopo il coronavirus.

Anche il settore edile risentirà inevitabilmente, anzi in parte lo sta già facendo, della crisi economica conseguente all’emergenza coronavirus. Non solo: verosimilmente la questione coronavirus peggiorerà la situazione ma già prima le proiezioni del Pil avevano stimato un calo tra l’1 e il 3%.

Proprio per questo si sta già avanzando l’ipotesi di potenziare il piano di incentivi per le imprese e, in particolare, di prevedere un nuovo bonus fiscale per i lavori che rientrano nell’ecobonus. La detrazione potrebbe coprire l’intero importo (ecobonus al 100% quindi) e non solo. Vediamo le possibili novità in fase di studio.

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Il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha proposto un piano che prevede tre tipi di interventi diversi:

  • ecobonus al 100%;
  • Impresa 4.0 su tre anni;
  • incentivi auto.

In questo delicato momento potenziare l’ecobonus fino a portare la detrazione al 100% potrebbe servire a dare nuovo stimolo al settore edilizio. Già oggi l’ecobonus rappresenta uno dei pilastri per il settore. Si potrebbe inoltre valutare di abbinare l’ecobonus allo sconto in fattura. In questo caso avendo premura di tutelare le piccole medio imprese che hanno meno liquidità.

Per il secondo punto si sta cercando di studiare il modo di «aumentare le soglie di investimenti incentivabili con il credito di imposta o le percentuali di beneficio fiscale. Inoltre questa crisi può essere l’occasione per stanziare definitivamente le risorse per rendere gli incentivi triennali, dopo che la manovra aveva stabilito un primo impegno su questo punto».

Come convincere le aziende a investire in Italia

Parallelamente si valuta anche un progetto per il rientro delle aziende che hanno delocalizzato l’attività all’estero.
I modi per realizzare l’idea possono essere diversi. Tra questi figura il “back reshoring”, sia per le aziende che tornano sia per chi investe in Italia per la prima volta.

In merito ai danni subiti dai settori più colpiti, ovvero turismo, trasporti, logistica e grande distribuzione, Patuanelli ha affermato: «Quanto allo strumento di indennizzo per le aziende stiamo collaborando con il Mef. Ci sono danni diretti ed indiretti. Il meccanismo del credito di imposta consente di risarcire ma spalmando su più anni il beneficio. E io credo non sia sufficiente, dovremmo pensare a un sistema per cui chi ha il credito lo possa esigere immediatamente». Sulla possibilità di avviare meccanismi di anticipo bancario, infine, ha commentato «c’è bisogno di una formula in base alla quale chi ha il credito, derivante da un danno, possa trasferirlo magari su macrosoggetti che non hanno bisogno di quella liquidità immediata».

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