Inail, salgono a 716 i decessi nei primi 7 mesi a causa del Covid

In aumento i decessi a causa del Covid. Tutti i dati diffusi dall’Inail dei primi 7 mesi del 2020 e il commento dei sindacati.

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In aumento i decessi a causa del Covid. Tutti i dati diffusi dall’Inail dei primi 7 mesi del 2020 e il commento dei sindacati.

Salgono ancora i decessi registrati dall’Inail a causa del Covid-19. Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate il 31 agosto 2020 dall’Inail per i primi sette mesi di quest’anno sono state 716.

Pur nella provvisorietà dei numeri, precisa l’Istituto, questo dato evidenzia un aumento di 117 casi rispetto ai 599 registrati nello stesso periodo del 2019 (+19,5%). L’incremento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 31 luglio 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.

A livello nazionale rispetto ai primi sette mesi dell’anno scorso si registra una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere, che sono passati da 167 a 113 (-32,3%). Mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 432 a 603 (+39,6%). L’incremento ha riguardato la gestione Industria e Servizi (da 512 a 630 denunce) e il conto Stato (da 9 a 31). Mentre l’Agricoltura ha registrato 23 casi in meno (da 78 a 55).

Inail, gli incidenti mortali

Al 31 luglio risultano 6 incidenti plurimi avvenuti nei primi sette mesi del 2020, per un totale di 12 decessi. Il primo in gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto. Il secondo in febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi. Il terzo e il quarto in marzo, con due vittime per incidenti stradali in provincia di Torino e altre due in provincia di Bologna. Il quinto in giugno, con due operai travolti dal crollo di un muro a Napoli, e l’ultimo in luglio in un cantiere edile di Roma, in cui sono deceduti due operai caduti da un ponteggio. Lo scorso anno, invece, gli incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e luglio erano stati 12, con 24 casi mortali denunciati (20 dei quali stradali).

L’analisi territoriale

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di 12 casi mortali nelle Isole (da 58 a 46). Il Nord-Ovest si contraddistingue, invece, per un incremento di 112 casi mortali (da 153 a 265), complice soprattutto l’aumento di 89 casi della Lombardia. Il Centro registra un aumento di otto decessi (da 120 a 128), il Sud sette casi mortali in più (da 134 a 141) e il Nord-Est due in più (da 134 a 136).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi sette mesi del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile. I cui casi mortali denunciati sono passati da 548 a 644 (+96 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare 21 casi in più, da 51 a 72. In aumento le denunce di infortunio mortale dei lavoratori italiani (da 488 a 609), mentre calano quelle dei lavoratori extracomunitari (da 71 a 69) e comunitari (da 40 a 38). Dall’analisi per fasce d’età si contraddistingue per l’aumento dei decessi quella degli over 55, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre.

Le denunce di malattia

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi sette mesi del 2020 sono state 25.205, 13.296 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-34,5%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero delle denunce presentate tra marzo e luglio 2020, in riduzione del 49% rispetto allo stesso periodo del 2019, con un picco del -87% registrato nel mese di aprile.

 

 

Uil: dati Inail inaccettabili, non abbassare guardia

Nonostante un calo complessivo delle denunce di infortunio sul lavoro (288.873 vs 378.671 nello stesso periodo del 2019), sono state 716 le denunce di infortunio con esito mortale nei primi sette mesi del 2020, 117 in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Numeri inaccettabili, tanto più se si considerano le tante lavoratrici e i tanti lavoratori in smart working”.

Lo dichiara la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese aggiungendo che sono 644 i lavoratori maschi deceduti a fronte di 72 lavoratrici. Quasi tutti di nazionalità italiana (609), la maggior parte nella fascia di età 50-64 anni (417) e più di un terzo nel Nord-Ovest (37%).

Considerando tali dati e l’evidente impatto che la diffusione della pandemia ha avuto sull’incremento delle denunce – al 31 luglio 2020 sono state 276 le denunce di infortunio con esito mortale a seguito di Covid-19 pervenute all’Inail – chiediamo che venga posta attenzione, oltre al richiamo del rispetto dei protocolli sulla sicurezza, ai tanti lavoratori e lavoratrici cosiddetti “fragili” del settore privato e pubblico sia in termini di sorveglianza sanitaria che di sostegno al reddito. L’attenzione sulla sicurezza va mantenuta alta: non solo rispetto all’emergenza Covid-19, ma in un quadro più ampio e generale, rispetto al quale non possiamo abbassare la guardia”, conclude.

Vedi anche: Quanto paga l’Inail per gli infortuni sul lavoro? Tutte le rendite erogabili

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