In pensione prima? Neanche il Covid aiuta

Lo scoppio della pandemia innescata dal Covid ha abbassato l’aspettativa di vita, ma l'età per andare in pensione non si abbassa.

di , pubblicato il
Lo scoppio della pandemia innescata dal Covid ha abbassato l’aspettativa di vita, ma l'età per andare in pensione non si abbassa.

Lo scoppio della pandemia innescata dal Covid ha abbassato l’aspettativa di vita, ma l’età per andare in pensione non si abbassa. Quali sono le misure previdenziali che potrebbero fare andare in pensione prima? Il Governo Draghi studia le possibili misure, ma ha le mani legate. Ecco perché.

Aspettativa di vita: abbassata a causa della pandemia

Le stime ISTAT confermano che nel 2020 la pandemia ed il conseguente l’aumento del rischio di mortalità che ne è derivato hanno interrotto il trend in crescita dell’aspettativa di vita.

Nell’anno 2020 si è registrata rispetto al 2019 una contrazione pari a 1,2 anni: l’indicatore si è attestato a 82 anni (79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne).

La pandemia innescata dal Covid ha portato ad un crollo dell’attesa di vita a 65 anni nel 2020. Nonostante questo scenario, i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia sono rimasti immutati e rimarranno inalterati per due anni.

Covid: se si vive di meno si dovrebbe andare in pensione prima?

Cambiamenti e aggiustamenti al sistema welfare ed alla previdenza dovrebbero essere posti in atto alla luce della contrazione dell’aspettativa della vita.

I cambiamenti potrebbero consentire di mantenere la spesa pubblica in equilibrio ed evitare oneri a danno della collettività.

Contrariamente, in caso di aumento dell’aspettativa della vita i requisiti previdenziali dovrebbero essere rivisti in incremento.

Pensioni: possibile uscita a 63 anni?

Anche se Quota 100 non sarà prorogata per l’anno 2022, il Governo Draghi torna a discutere sul tema delle pensioni.

Le vie minime di flessibilità in uscita adottate dall’Esecutivo per alleggerire l’effetto-scaglione potrebbero essere l’Opzione Donna e l’Ape sociale.

Per il post Quota 100 si ragiona sulla possibilità di uscire a 63 anni d’età, accettando una penalizzazione dell’assegno previdenziale.

Tuttavia, il Governo avrebbe le mani legate sulla possibilità di anticipare le uscite ed aumentare la spesa previdenziale.

Perché? L’Italia è il paese europeo che più di tutti ha attinto ai fondi del piano europeo per l’emergenza pandemica, il Next Generation EU.

Le risorse economiche sono state utili per ricostruire e per la ripresa economica del Belpaese martoriato dall’emergenza sanitaria innescata dal Covid.

Visti i diktat stringenti imposti dall’Unione Europea, la stessa UE non vede di buon occhio la possibilità di aumentare la spesa previdenziale e di anticipare le uscite dal mercato occupazionale.

La pensione anticipata contributiva potrebbe essere estesa a tutti? Per ora non c’è nulla di ufficiale visto il perdurare dell’emergenza sanitaria innescata dal Covid.

La misura previdenziale consente di andare in pensione dai 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi.

Per i contributivi puri c’è un ulteriore vincolo: bisogna aver maturato un assegno pensionistico pari almeno a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.

Argomenti: