In pensione per gradi invece che per Quote: la riforma che valorizza la funzione degli anziani nella società

Le pensioni anticipate tenderanno a sparire e si tornerà alla Fornero. Ma una soluzione alternativa a costo zero potrebbe esserci.

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Dare e poi togliere è peggio che non dare mai. Così la storia delle pensioni italiane è costellata di alti e bassi che non mancano mai di suscitare polemiche e scontri politici ai massimi livelli.

In passato abbiamo assistito a politiche economiche espansive e a laute elargizioni di pensioni pubbliche. Come se la crescita economica e demografica degli anni 60 e 70 non avesse fine. Dagli anni 90 si è cominciato a restringere i cordoni per arrivare al colpo di grazia della Fornero nel 2012.

Pensioni anticipate al capolinea

Tutto quanto è frutto di un miopi visioni economiche e di classi politiche indegne. Errori che ora sono costretti a pagare i lavoratori restando al lavoro più a lungo e i giovani che avranno pensioni da fame in futuro.

Sistemare le cose è quindi diventato per il governo Draghi necessario, ma allo stesso tempo difficile. Di fatto il sistema pensionistico italiano, nelle sue previsioni di medio periodo, è insostenibile con i ritmi di crescita economica e demografica che ci ritroviamo.

La stessa legge Fornero che manda in pensione i lavoratori a 67 anni era basata su previsioni decisamente più ottimistiche. E poi non c’era di mezzo la pandemia. Per gli esperti e per il governo è quindi diventato impossibile tenere in piedi le pensioni anticipate, se non con penalizzazione.

Quota 102 (al posto di quota 100) dal prossimo anno è uno specchietto per le allodole. Poche migliaia di lavoratori potranno accedervi. E poi dura solo 12 mesi. Così, almeno, nelle intenzioni dell’esecutivo.

L’alternativa per far uscire prima i lavoratori

Per tutti è previsto il ritorno alla Fornero. Ma una soluzione alternativa potrebbe essere quella di evitare il salto netto concedendo la pensione anticipata in cambio della disponibilità dei lavoratori a svolgere attività di utilità sociale.

Più precisamente, adibendo i lavoratori a mansioni legate alla produzione di beni collettivi nei territori in cui vivono. Ad esempio, nelle scuole o nei servizi amministrativi locali, nei trasporti, ecc. Sarebbe una opportunità per valorizzare il ruolo degli anziani, di chi si appresta ad andare in pensione.

Nello specifico un operaio, ad esempio, a cui mancano 2-3 anni alla pensione di vecchiaia si potrebbe proporre l’uscita anticipata in cambio del suo impegno a sostenere attività amministrative del proprio Comune. Una sorta di impegno in lavori socialmente utili.

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