In pensione nel 2021: quali sono i requisiti necessari?

Per andare in pensione nel 2021 quali sono i requisiti necessari? Dipende. Non esiste una risposta univoca a questa domanda.

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Per andare in pensione nel 2021 quali sono i requisiti necessari? 
Dipende. Non esiste una risposta univoca a questa domanda.

Per andare in pensione nel 2021 quali sono i requisiti necessari?

Dipende. Non esiste una risposta univoca a questa domanda: varia in base alla categoria del lavoratore.

L’INPS ha individuato i “Criteri generali per la pensione“, un dossier consultabile sul sito dell’Ente previdenziale dove si possono verificare i requisiti in base alle opzioni, criteri e trattamenti pensionistici 2021.

Vediamo quali sono quelli principali.

In pensione nel 2021: pensione di vecchiaia e anticipata

Iniziamo con la pensione di vecchiaia prevista dalla Riforma Fornero (Legge n. 92/2012).

Hanno diritto alla pensione di vecchiaia tutti i lavoratori assicurati con la previdenza obbligatoria (Ago, Gestione separata dell’INPS) che, all’età di 67 anni, abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 20 anni.

La pensione anticipata prevede il solo requisito contributivo indipendentemente dall’età anagrafica. Per il 2021 i requisiti contributivi sono: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 42 anni e 10 mesi per le donne. Come per la pensione di vecchiaia, è soggetta agli adeguamenti della speranza di vita stimata dall’ISTAT.

Ne hanno diritto gli iscritti all’Ago, gestioni speciali dei lavoratori autonomi, Gestione separata dell’INPS.

In pensione nel 2021 con Quota 100

La pensione Quota 100 in scadenza il 31 dicembre 2021 non verrà rinnovata.

I requisiti per ottenerla entro fine 2021 sono:

– almeno 62 anni di età anagrafica;

– almeno 38 anni di anzianità contributiva.

Lavoratori precoci, attività gravose e usuranti

In tema di pensione anticipata, due categorie di lavoratori considerati ‘svantaggiati’ possono prepensionarsi versando meno contributi. Si tratta dei lavoratori precoci e di quelli impiegati in attività gravose e usuranti.

Riguardo ai lavoratori precoci, la Legge n. 232/2016 ha previsto una riduzione del requisito contributivo a 41 anni indipendentemente dall’età anagrafica per chi ha svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni di età e che rientri in profili meritevoli di tutela (disoccupati per licenziamento con esaurimento degli ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, invalidi civili pari ad almeno il 74%, caregiver che assistono disabili, addetti a lavori gravosi o usuranti).

In particolare, i lavoratori che svolgono mansioni gravose e usuranti possono prepensionarsi una volta maturati 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

Opzione Donna e Ape sociale

Opzione Donna, prorogata per il 2021, consente di accedere alla misura alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2020 compiranno 58 anni di età (dipendenti) e 59 anni (autonome) con almeno 35 anni di contributi.

L’Ape sociale consiste in un anticipo pensionistico. E’ un sussidio economico che accompagna il pensionato fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Ha diritto all’Ape sociale chi ha raggiunto 63 anni di età con i seguenti requisiti:

– almeno 30 anni (o 36 per i lavori gravosi) in base alla categoria di appartenenza. Sono previsti massimo 2 anni di sconto per le donne;

– cessazione dell’attività lavorativa;

– residenza in Italia;

– nessuna pensione diretta in Italia o all’estero;

– pensione di vecchiaia maturata per un importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima INPS (circa 718,20 euro).

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