In pensione nel 2019: come smettere di lavorare prima della riforma 2020

Conviene andare in pensione nel 2019 o attendere le novità di riforma del 2020? Ecco quali considerazioni fare in base al tipo di uscita: pensione di vecchiaia, anticipata, quota 100, Opzione Donna e APE.

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Conviene andare in pensione nel 2019 o attendere le novità di riforma del 2020? Ecco quali considerazioni fare in base al tipo di uscita: pensione di vecchiaia, anticipata, quota 100, Opzione Donna e APE.

Chi può andare in pensione nel 2019 e che cosa cambierà per i requisiti e le modalità di uscita dal 2020? Mancano poco più di tre mesi alla fine dell’anno e, visti anche i recenti cambiamenti al governo, molti lettori ci hanno scritto preoccupati di che cosa succederà. Meglio andare in pensione subito? Si rischia di vedere i requisiti spostati in avanti dal prossimo anno? Non c’è una risposta univoca e sempre valida a questa domanda: ognuno dovrebbe analizzare la propria situazione personale. Dipende infatti anche dal tipo di pensione considerata perché, come è noto, non esiste un solo modo per andare in pensione.

La panoramica che segue potrebbe, speriamo, essere di aiuto a chi si trova in questa situazione di limbo.

Le modalità di pensione ordinarie sono la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata. Accanto a queste le riforme hanno introdotto quota 100, opzione donna, Rita e APE (volontaria, social e aziendale). Quali di queste modalità di pensionamento anticipato resterà in vigore anche nel 2020?

Pensione di vecchiaia e Pensione anticipata 2019 e 2020: requisiti e possibili scenari di riforma

Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia 2019 è fissato a 67 anni. Questa forma di pensionamento ordinaria resta ferma, da valutare negli anni solo gli adeguamenti alle aspettative di vita. Su questo fronte la situazione attuale è la seguente: sono state momentaneamente cancellate le norme che impongono l’adeguamento alla speranza di vita stimata dall’ISTAT facendo slittare l’uscita ogni due anni. Così, per effetto della novità contenuta nel D.L. n. 4/2019, quest’anno non c’è stato il rinvio di 5 mesi. Giova sapere che il blocco alla speranza di vita è stato fissato fino al 31 dicembre 2026. Dunque a partire dal 1° gennaio 2027, il meccanismo di adeguamento riprenderà, salvo nuovi interventi correttivi.

La pensione anticipata, invece, permette di smettere di lavorare perfezionando il requisito contributivo indipendentemente dall’età anagrafica.

Anche per la pensione anticipata, fino al 31 dicembre 2026, sono bloccati gli adeguamenti alla speranza di vita, dunque i requisiti pensionistici restano fissati a:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Pensioni 2019: fino a quando sarà possibile accedere alla Quota 100?

Dubbi sui possibili scenari relativi alla Quota 100. Le ipotesi più papabili vanno dalla fine della sperimentazione con un anno di anticipo alla modifica dei requisiti già dal prossimo anno.

Per approfondimenti rimandiamo a quanto già visto nei seguenti articoli:

La beffa di Quota 100 2020: sarà ancora possibile accedervi?

Pensione Quota 100: chi può dormire sonni tranquilli

Opzione Donna 2019: quale possibilità di proroga?

I requisiti anagrafici per l’uscita con Opzione Donna prevedono:

  • 58 anni per le dipendenti;
  • 59 anni per le autonome.

In entrambi i casi sono necessari anche  almeno 35 anni di contributi.

Tali requisiti pensionistici dovranno essere maturati entro il 31 dicembre 2018.

Si applica una finestra mobile di:

  • 12 mesi per le dipendenti;
  • 18 mesi per le autonome;

Da quanto emerso ad oggi il governo Conte Bis appare intenzionato a prorogare l’ opzione donna nel 2020.

Pensioni 2019: quale futuro per l’Ape sociale e Ape aziendale?

Il destino dell’APE potrebbe essere in qualche modo legato a quello della Quota 100. Il Prestito Pensionistico è infatti l’alternativa alla Quota 100 sulla quale il nuovo Governo sembra intenzionato ad investire.

Isopensione: novità sullo scivolo pensionistico

Ricordiamo che l’isopensione è lo strumento che permette ai dipendenti di aziende di grandi dimensioni di anticipare la pensione di 7 anni a spese del datore. Inoltre, nel D.L. n. 34/2019, è stato introdotto un nuovo scivolo pensionistico per le aziende con il cd  “contratto di espansione”.

I requisiti per il lavoratore prevedono:

  • non trovarsi a più di 5 anni dal conseguimento della pensione di vecchiaia;
  • aver perfezionato il requisito minimo contributivo;
  • non trovarsi a più di 5 anni dall’uscita tramite pensione anticipata.
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