In pensione due anni prima: perché non si parla più del bonus lavoratrici mamme?

Pensione due anni prima per le mamme che lavorano: che fine ha fatto la proposta della Lega e perché non se ne parla più.

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Permettere alle mamme che lavorano di andare in pensione due anni prima. Era questa l’idea dell’emendamento che la Lega aveva presentato al decreto-legge n. 4/2019. Alcune lavoratrici interessate alla misura si chiedono che fine abbia fatto questa proposta e come mai non se ne parli più.

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Il bonus di due anni per le lavoratrici con figli è ancora in fase di studio.

La proposta era quella di prevedere uno sconto sul requisito anagrafico fino ad un massimo di due anni per le lavoratrici (anticipo esatto da stabilire in base al numero di figli). Il disegno però non è stato mai approvato. Molti si chiedono quali possibilità ci siano che venga ripresa la discussione ma, a voler essere realistici, è difficile che l’emendamento sia rispolverato ora, in piena crisi del governo. Questa, infatti, potrebbe essere una carta della Lega da giocare nel caso di ritorno alle urne qualora dovesse cadere il governo.

Pensione anticipata donne: quali alternative?

Ad oggi, quindi, l’alternativa per le lavoratrici per smettere di lavorare prima è l’Opzione Donna tramite la quale si può accedere alla pensione anticipata a 58 anni se lavoratrici dipendenti o 59 anni se lavoratrici autonome e con 35 anni di contributi. Ricordiamo che i requisiti, in attesa di eventuali proroghe per il 2020, devono essere perfezionati alla data del 31 dicembre 2018. Il sistema di calcolo da utilizzare per la pensione Opzione Donna è quello contributivo. Per questo motivo la donna che accetta di smettere di lavorare prima, usufruendo di questa legge, rinuncia alla parte di calcolo dell’assegno con il sistema retributivo subendo una decurtazione media sull’assegno del 20-30%.

Inoltre le lavoratrici possono accedere alla pensione anticipata con 41 e 10 mesi di contributi versati, a prescindere dall’età anagrafica. Questa misura pensionistica è strutturale e non ha un termine di scadenza.

Ape Rosa: pensione anticipata per le mamme lavoratrici

A dire il vero una forma di pensione anticipata per le mamme che lavorano c’è (resta da capire se sarà oggetto di proroga).

Si tratta dell’Ape Rosa, una sorta di forma speciale e ancora più agevolata di Ape Social. Sono previsti il requisito anagrafico di 63 anni e la concessione di uno sconto alle madri lavoratrici (di 1 anno se si ha un figlio, di 2 avendo due o più figli) rispetto al requisito contributivo fissato a 30 o 36 anni a seconda delle tutele. A conti fatti quindi la lavoratrice madre può accedere all’ape sociale anche con 28 anni o 34 anni di contributi.

Ricordiamo che i requisiti per l’Ape Social prevedono alternativamente:

  • perdita del lavoro involontaria e termine della Naspi da almeno tre mesi;
  • invalidità non inferiore al 74%;
  • assistenza di un familiare in situazione di handicap grave con legge 104 art. 3 comma 3 (Caregiver);
  • lavoro gravoso o usurante.
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