In pensione con un anticipo parziale, ecco la proposta evergreen per il 2023

Come si andrà in pensione nel 2023? Sindacati e governo discutono della proposta di pensione anticipata flessibile a rate. Ecco come funzionerebbe.

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Andare in pensione in anticipo dal 2023 potrebbe essere più semplice di quanto previsto. Il tavolo di confronto fra governo e sindacati partito a dicembre sta discutendo varie proposte per modificare la legge Fornero.

Fra queste si sta valutando in particolare la possibilità di andare in pensione con un sistema flessibile. Una via percorribile per aggirare l’ostacolo posto dalle regole ordinarie di pensionamento e che tenga conto delle indicazioni fornite dal premier Draghi.

In buona sostanza, è necessario intraprendere un percorso costruttivo di riforma delle pensioni che sia sostenibile finanziariamente. Cioè, senza ricorrere a ulteriore debito pubblico.

La pensione a rate, come funziona

All’esame dei sindacati e del governo c’è soprattutto la proposta avanzata dal Inps. Il presidente Pasquale Tridico suggerisce di concedere l’anticipo della pensione a 63 o 64 anni con almeno 20 anni di contributi versati, ma in due rate.

Ma in cosa consisterebbe la pensione a rate? Si tratta – come dice Tridico – di un pensionamento anticipato al raggiungimento dei 63 anni per la sola parte contributiva accumulata. Al compimento dei 67 anni, poi, scatterebbe la liquidazione del la restante parte retributiva.

Quindi, di fatto un anticipo pensionistico che consentirebbe ai lavoratori di uscire prima dal lavoro, volendo, con una pensione ridotta. Ma solo temporaneamente. La possibilità di andare via dal lavoro verrebbe, quindi, concessa senza attendere i 67 anni di età e ogni lavoratore ne valuterà l’opportunità e la convenienza.

Uscita a 63 anni subito ma con meno soldi

Il progetto del Inps piace al governo e non è disdegnato da partiti e parti sociali. Posto che quota 41 e altre forme di pensionamento anticipato elaborate hanno un costo eccessivo, la pensione a rate è sostenibile finanziariamente.

A conti fatti costerebbe 2,5 miliardi di euro per i primi 3 anni e lo Stato dovrebbe stanziare 5 miliardi per il capitolo previdenza. Secondo le stime Inps, la platea interessata alla pensione a rate è così prevista:

  • circa 50 mila nel 2023 per un costo di 453 milioni di euro;
  • 66 mila nel 2024 per un costo di 935 milioni di euro,
  • 87 mila nel 2025 per una spesa di 1.134 milioni.

Soldi che saranno tranquillamente coperti coi risparmi di spesa previsti dalla fine di quota 100

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