In pensione con la maggiorazione contributiva: quota 100 o anticipata?

Quando in pensione con la maggiorazione contributiva invalidi: conviene quota 100 o pensione anticipata?

di , pubblicato il
Quando in pensione con la maggiorazione contributiva invalidi: conviene quota 100 o pensione anticipata?

Gentile Dott.ssa Delpidio,
ho visto il suo interessante articolo su internet e per questo le scrivo per avere dei chiarimenti in merito all’oggetto:

– ho compiuto 62 anni il 15 gennaio 2019;
– sono invalida civile con percentuale al 100% – Il riconoscimento è avvenuto in data 13/10/1989.
– Ad oggi ho quasi 5 anni di contributi figurativi invalidi e 35 anni e 9 mesi di anni lavorati nello Stato.

Quando e posso richiedere “Quota 100”?
L’assegno pensionistico mi verrebbe calcolato soltanto per i 35 anni e 9 mesi? (naturalmente tenendo conto dei 6 mesi di preavviso per le dimissioni da presentare alla mia Amministrazione).


I 5 anni di contributi figurativi invalidi non sono conteggiati nell’assegno pensionistico, ma solo utili per raggiungere il requisito richiesto dei 38 anni? Ciò vale se opto per la “Quota 100” o vale sempre?
Che altre chances ho di andare in pensione anticipatamente?

Ultima domanda: ho 4 mesi svolti presso il Comune di Grottaferrata in qualità di impiegata d’ordine con contratto d’opera. E’ un periodo che può essere riconosciuto dall’INPS o devo consideralo perso?

Spero che mi possa rispondere e, comunque, la ringrazio fin d’ora per la cortese attenzione.

Quando in pensione con maggiorazione contributiva?

La domanda per la quota 100 può presentarla fin da subito avendo già compiuto i 62 anni e superando abbondantemente i 38 anni di contributi sommando ai sui 35 anni e 9 mesi la maggiorazione contributiva. Ovviamente dovrà attendere la finestra di 6 mesi per il preavviso obbligatorio per la quota 100.

La maggiorazione contributiva non viene mai calcolata ai fini dell’assegno pensionistico e ciò non vale solo per la quota 100 ma per qualsiasi pensione: i contributi figurativi della maggiorazione, infatti, è specificato che sono validi per il diritto ma non per la misura della pensione, quindi possono essere utilizzati per raggiungere il requisito contributivo richiesto da qualsiasi misura pensionistica ma non per il calcolo dell’assegno.

Quali altre strade di pensionamento? Considerando che avrebbe quasi 40 anni e 9 mesi di contributi a cui sommare i 6 mesi di finestra di attesa, arriverebbe alla pensione quota 100 con 36 anni e 3 mesi di contributi più 5 anni di contributi figurativi, ovvero con 41 anni e 3 mesi.

Potrebbe attendere i 41 anni e 10 mesi di contributi per accedere alla pensione anticipata ma le assicuro che a livello di assegno pensionistico quei 7 mesi in più cambierebbero davvero poco economicamente (20 euro al mese forse). Considerando, poi, che quota 100 e pensione anticipata calcolano l’assegno pensionistico nello stesso identico modo, ovvero sul reale montante contributivo, perché attendere?

Per quel che riguarda, infine, i 4 mesi come impiegata d’ordine con contratto d’opera può informarsi presso l’INPS se per quel periodo sono stati versati contributi (in quel caso può chiedere la pensione in cumulo e recuperarli) o, se non sono stati versati, chiedere il riconoscimento dei contributi figurativi per il periodo in questione che sarebbero validi sia al diritto che alla misura della pensione.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , ,