In pensione a 63 anni: le due possibilità per il 2022 a confronto

Come si potrà andare in pensione a 63 anni nel 2022. La soluzione per superare la Fornero ed evitare lo scalone.

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Tutti in pensione a 63 anni. Per il dopo quota 100 si va delineando la riforma delle pensioni anticipate. La via d’uscita per evitare lo scalone con la Fornero e per non pesare sul bilancio dello Stato si fonda sull’allargamento di Ape Sociale.

Unica differenza, l’età pensionabile salirebbe di un anno, rispetto ai 62 previsti da quota 100. Il disegno di pensione a 63 anni è stato presentato ufficialmente dal presidente Inps Pasquale Tridico in una recente audizione alla Camera.

In pensione a 63 anni, come funziona Ape Sociale allargata

L’impianto della riforma per mandare in pensione i lavoratori a 63 anni si baserebbe sull’allargamento di Ape Sociale. L’anticipo pensionistico (anch’esso in scadenza fine anno) sarà prorogato, ma estendendo la categoria dei beneficiari.

In particolare Ape Sociale sarà allargata a una platea più vasta di lavoratori usuranti. Ben 27 categorie in più rispetto alle attuali 15. Ma l’elenco stilato dalla Commissione governativa Damiano arriva fino a 92 mansioni, anche se non tutte potranno rientrare nei benefici.

Per i lavoratori usuranti, come previsto attualmente da Ape sociale, la pensione scatterebbe al compimento dei 63 anni di età con almeno 36 anni di contributi versati. Limite che potrebbe cambiare (diminuire o aumentare) in base alla tipologia di lavoro usurante e al tempo trascorso nella mansione.

Ape contributiva

Ma Ape Sociale allargata lascerebbe fuori tutti gli altri lavoratori, non ricompresi nella tipologia dei “gravosi” o disagiati. Così l’Inps suggerisce una forma di pensionamento flessibile per la pensione a 63 anni.

Vale a dire, uscita anticipata di 4 anni rispetto alla Fornero con liquidazione di una parte della pensione basata solo sulla parte contributiva versata (dal 1996 in poi). Poi, al raggiungimento dei 67 anni, sarebbe liquidata la restante parte di pensione, calcolata sulla parte retributiva versata (fino al 1995).

In questo modo si consentirebbe al lavoratore di uscire prima, evitando lo scalone della Fornero, ma con la consapevolezza che prenderà solo una parte della pensione per i primi 4 anni. Il resto arriverà dopo. In pratica si separerà il sistema di calcolo da misto a contributivo più retributivo in tempi diversi.

I requisiti per accedere alla cosi detta Ape contributiva, oltre all’età sarebbe quello di possedere almeno 20 anni di contribuzione e aver maturato una quota contributiva di pensione di importo non inferiore a 1,2 volte l’assegno sociale.

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