In pensione a 62 anni senza Quota 100, ecco come funziona il salvagente per i lavoratori delle PMI

Andare in pensione a 62 anni senza la Quota 100 sarà possibile nel 2022? La risposta è affermativa e peraltro contempla due casistiche. Vediamo quali sono nel dettaglio.

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In pensione a 62 anni senza Quota 100, ecco come funzione il salvagente per i lavoratori delle PMI

Andare in pensione a 62 anni senza la Quota 100 sarà possibile nel 2022? La risposta è affermativa e peraltro contempla due casistiche. Ovverosia, ritirarsi dal lavoro a 62 anni nel 2022 anche con la Quota 100. Grazie alla cristallizzazione dei requisiti. Così come è riportato in questo articolo.

In più, potranno andare in pensione a 62 anni nel 2022, senza la Quota 100, i lavoratori delle PMI. Precisamente gli occupati nelle piccole e medie imprese in stato di crisi. In quanto, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 600 milioni di euro, il Governo italiano guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi ha introdotto un vero e proprio salvagente per i lavoratori delle PMI in stato di crisi. Nella fattispecie, in stato di crisi a causa della pandemia di Covid-19.

In pensione a 62 anni senza la Quota 100. Ecco come funziona il salvagente per i lavoratori delle PMI

Nel dettaglio, i lavoratori delle PMI in stato di crisi potranno andare in pensione a 62 anni nel 2022 ed anche per i due anni successivi. Con una dotazione finanziaria annuale che è pari a 200 milioni di euro per il triennio 2022-2024.

In questo modo, grazie ai fondi statali, le PMI in crisi potranno pianificare i pensionamenti anticipati. Fermo restando che i dettagli, su come andare in pensione a 62 anni nel 2022 senza la Quota 100, bisognerà attendere il prossimo mese di febbraio. Quando si prevede che l’apposito fondo per le imprese sarà regolamentato.

Per il salvagente per i lavoratori delle PMI manca il decreto interministeriale

Al riguardo, per i lavoratori delle PMI che potranno andare in pensione a 62 anni nel 2022 senza la quota 100, si attende infatti un apposito decreto. Ad emanarlo dovrà essere il MiSE, ovverosia il Ministero dello Sviluppo Economico.

Congiuntamente con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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