In pensione a 62 anni con quota 100: torna il divieto di lavoro?

Per chi va in pensione a 62 anni con la quota 100 torna il divieto di lavoro dipendente? Aggiornamenti sul divieto di cumulo redditi: non si potrà più arrotondare con i lavoretti da pensionati.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Quota 100 e alternative possibili

Con la quota 100 chi va in pensione a 62 anni non potrà arrotondare l’assegno Inps con un lavoro da pensionato. Si sta delineando la probabilità di rispolvero del divieto di cumulo redditi pensione e lavoro. Il divieto riguarderebbe sia contratti da dipendente che attività di lavoro autonomo ma non è stato ancora deciso se sarà un divieto di tipo assoluto oppure se scatterà un meccanismo di penalizzazione come accadeva in passato. Questo significherebbe l’applicazione di un’aliquota di tassazione molto alta su uno dei redditi tale per cui, a conti fatti, fino alla metà della retribuzione potrebbe tornare all’Inps. Alla base del divieto c’è la volontà di garantire, tramite la quota 100, non solo la pensione a 62 anni per chi oggi vuole smettere di lavorare ma, parallelamente, il turn over generazionale con l’assunzione di giovani che, invece, il lavoro lo stanno cercando. Stando alle proiezioni dei costi eseguita dagli economisti che lavorano alla riforma, per ogni pensionato a 62 anni con quota 100, sarà possibile assumere due giovani risorse.

Uscita quota 100: spazio ai giovani

La priorità del governo infatti è quella di aprire il mercato “stabilmente ai giovani per garantire al Paese quel ricambio intergenerazionale che potrà avere effetti positivi anche sull’attività dei comparti pubblici e privati” come si può leggere nella Nota di aggiornamento del Def. Questo è uno step necessario per garantire al mercato del lavoro “di stare al passo con i progressi tecnologici è oggi necessario accelerare e non ritardare questo processo e dare spazio alle nuove generazioni interrompendo il paradosso per il quale giovani, anche con elevata istruzione, rimangono fuori dal mondo produttivo mentre le generazioni più anziane non possono uscirne. Nel circolo virtuoso che si verrebbe a creare, l’idea è quella che i giovani, grazie ad una nuova iniezione di fiducia dovuta alla stabilizzazione lavorativa, tornino a mettere al mondo i figli. Ecco quindi che, indirettamente, la quota 100 servirebbe a contrastare il calo delle nascite.

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Argomenti: News pensioni, Riforma pensioni