Imu e Tasi scadenza 16 dicembre 2016: come controllare se l’aliquota è regolare

Imu e Tasi 2016: quando gli aumenti delle aliquote sono illegittimi. I chiarimenti del Mef

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Imu e Tasi 2016: quando gli aumenti delle aliquote sono illegittimi. I chiarimenti del Mef

I chiarimenti del Mef sulle maggiorazioni delle aliquote Imu e Tasi 2016 rappresentano una guida per i contribuenti chiamati alla scadenza del prossimo 16 dicembre.

Maggiorazioni Imu e Tasi: aumenti illegittimi per il 2016 e 2017?

In particolare si stabilisce che, in mancanza di delibere per l’anno 2016, trovano applicazione senza dubbi le aliquote Imu e Tasi valide per l’anno precedente. Se invece la delibera del 2016 ha alzato alcune aliquote e ne ha ridotte altre, il contribuente è autorizzato ad applicare solo quelle ridotte, mentre per le imposte aumentate si farà riferimento alle misure del 2015. La maggiorazione Tasi dello 0,8 per mille richiede infatti sempre una delibera di conferma espressa.

Non solo gli aumenti di aliquote diretti ma qualsiasi misura che, se applicata, comporta maggiorazione nel pagamento di Imu e Tasi, non è legittima e può essere disapplicata dal contribuente: in questo modo il Mef ha puntato il dito anche contro la revoca di agevolazioni fiscali sulla tassazione degli immobili.

Aumento Tasi e Imu 2016: esempi di aliquote illegittime

In quest’ottica nelle FAQ del Mef si trovano anche alcuni esempi pratici.

Il primo caso proposto è quello del Comune che abbia deliberato l’aliquota base Tasi dell’1 per mille per i fabbricati merce delle imprese costruttrici e che nel 2015 aveva esentato i fabbricati stessi. I fabbricati merce restano esenti anche per tutto il 2016.

Altro caso particolare è quello del Comune che per talune fattispecie, ha ridotto l’aliquota Imu, e per altre ha deliberato un incremento di imposta. Il Ministero conferma che le riduzioni sono legittime mentre gli aumenti contra legem.

Semaforo rosso anche per le delibere tardive, nelle quali, secondo il parere del Mef, rientrano tanto quelle adottate dopo il 30 aprile 2016 tanto quelle adottate entro tale termine ma pubblicate sul sito delle Finanze dopo il 28 ottobre scorso.

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