Imu e Tasi in ritardo, sanzioni ridotte con il ravvedimento: ecco come

Il 16 dicembre scade il termine per il pagamento di Imu e Tasi 2016: per chi si ravvede subito sanzioni ridotte per i versamenti in ritardo

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Il 16 dicembre scade il termine per il pagamento di Imu e Tasi 2016: per chi si ravvede subito sanzioni ridotte per i versamenti in ritardo

Il ravvedimento per il pagamento in ritardo di Imu, Tasi e Tari permette ai contribuenti di ottemperare all’obbligo fiscale con una sanzione ridotta anche dopo il 16 dicembre 2016. La possibilità è prevista all’articolo 13 del decreto legislativo 471 del 18 dicembre 1997, e ripresa dall’articolo 1, comma 695, della legge 147 del 27 dicembre 2013, legge di Stabilità per il 2014. Il ravvedimento è ammesso ovviamente anche quando il pagamento nei termini c’è stato ma per un importo minore di quello dovuto (pagamento Imu parziale).

Intanto ricordiamo che la scadenza per pagare senza sanzioni Imu e Tasi 2016 è confermata al 16 dicembre prossimo. Si tratta di due adempimenti anche concettualmente separati: la Imi infatti, ovvero l’imposta unica comunale che punta ad unificare le tasse sugli immobili, non è stata ancora approvata. Al momento quindi l’Imu è dovuta in sostituzione della vecchia Ici mentre la Tasi serve a coprire le spese per i servizi indivisibili, quali quelli per l’illuminazione ed il verde pubblico.

Imu e Tasi 2016, pagamento in ritardo: come funziona il ravvedimento

La sanzione è ridotta a un nono del minimo, se il ravvedimento degli errori e delle omissioni avviene spontaneamente entro 90 giorni dalla data delle omissioni o dell’errore. Dal 2016 in sostanza per i ritardi fino a 14 giorni si applica la sanzione giornaliera dello 0,1 per cento (e non dello 0,2%), per i ritardi da 15 a 30 giorni si applica la sanzione fissa dell’1,5% (e non del 3%), mentre per i ritardi da 31 a 90 giorni si applica la sanzione dell’1,67% (rispetto al 3,33%).

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