Imu seconda casa: quale aliquota si applica?

Aliquota Imu seconda casa dello 0,76 per mille. Niente detrazioni come per l’abitazione princiaple

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Aliquota Imu seconda casa dello 0,76 per mille. Niente detrazioni come per l’abitazione princiaple
Imu seconda casa: si applica l’aliquota ordinaria

Imu seconda casa. E’ questa la preoccupazione principale dei contribuenti italiani, visto che sulle seconde case non si applicano le detrazioni e le agevolazioni che il Governo ha invece pensato per l’Imu sulla prima casa.

Imu seconda casa senza agevolazioni della prima

Le seconde case quindi non beneficiano delle detrazioni Imu  previste per le abitazioni principali, che insieme alle relative pertinenze sono soggette all’Imu con un’aliquota agevolata fissata allo 0,4%. Inoltre, sempre in riferimento all’abitazione principale, si prevede che al contribuente spetta una detrazione di 200 euro (che può essere incrementata di 50 euro per ogni figlio, fino all’ottavo, di età non superiore a 26 anni, con dimora e residenza presso la medesima abitazione principale. Tutte detrazioni e agevolazioni che non valgono per la seconda casa. Prevale allora, nelle intenzioni del Governo, un’accezione ampia di seconda casa su cui applicare l’Imu. Ad esempio si considera seconda casa anche l’immobile dato in comodato d’uso gratuito al familiare (si veda a tal proposito il nostro articolo Comodato d’uso e Imu: l’immobile concesso al familiare si considera seconda casa), cancellando con un tratto di penna l’esenzione prevista in merito dalla disciplina Ici.

Aliquota Imu seconda casa

Ma cosa significa in sostanza Imu seconda casa? Fondamentalmente che sugli immobili diversi dall’abitazione principale, quella in cui il contribuente risiede e dimora abitualmente, si applica l’aliquota Imu ordinaria decisa dal Governo, con il decreto legge n. 201/2011 distinguendo due tipologie di aliquote Imu, una per la prima abitazione e l’altra per tutti gli altri immobili. Imu seconda casa con l’aliquota dello 0,76 per mille, con una possibilità di aumenti o diminuzioni a seconda delle decisioni prese dai comuni che possono deliberare una variazione locale purché resti compresa tra il 4,6 per mille e il 10,6 per mille.

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Argomenti: Tasse e Tributi