IMU: quali accertamenti scadono il 31 dicembre

L'attività di accertamento può essere attivate entro  il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

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L'attività di accertamento  può essere attivate entro  il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o
avrebbero dovuto essere effettuati.

Entro oggi va versata la 2° rata Imu 2020; Il riferimento è alla nuova IMU frutto dell’accorpamento tra la vecchia disciplina IMU e la TASI. Difatti ora tali tributi sono unificati. L’unificazione è avvenuta con la Legge di bilancio 2020.

 

Tale legge non ha modificato i termini di accertamento sui tributi locali. L’attività di accertamento sulle dichiarazioni o sui versamenti omessi o carenti può essere attivate entro  il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento avrebbero dovuto essere effettuati.

 

Al 31 dicembre scadranno gli accertamenti IMU anno 2015. Tuttavia trova applicazione la proroga di 84 giorni disposta dal decreto Cura Italia.

Gli accertamenti in materia di tributi locali

Il comma 161 della Legge 296/2006, Legge di bilancio 2007, dispone che gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza:

 

 

Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del D.lgs 472/1997.

 

Infatti, gli Enti locali, per i tributi da essi gestiti, possono procedere:

 

  • alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonche’
  • all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti.

 

Ciò avviene,  notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato.

 

Gli avvisi di accertamento esecutivi IMU

 

La Legge di bilancio 2020 ha introdotto la nuova IMU frutto dell’accorpamento tra la vecchia disciplina IMU e della TASI.

Difatti ora tali tributi sono unificati. L’unificazione è avvenuta con la Legge di bilancio 2020. Nella nuova IMU sono invariati i moltiplicatori. Le aliquote base sono uguali alla somma delle aliquote base IMU e TASI.

 

Inoltre, la stessa Legge di bilancio 2020 ha dato carattere di esecutività agli avvisi di accertamento dei tributi locali.

 

In particolare, con la Legge di bilancio 2020, l’avviso di accertamento acquisisce natura di titolo esecutivo:

 

  • decorso il termine per la proposizione del ricorso ossia
  • decorsi sessanta giorni dalla notifica dell’atto per il recupero delle entrate patrimoniali.

 

Difatti, con l’accertamento esecutivo, non è più prevista la notifica  della cartella di pagamento (se la riscossione è affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione) o dell’ingiunzione fiscale (in caso di servizio svolto direttamente dall’ente o da società private concessionarie).

 

La Legge di bilancio non ha modificato i termini di accertamento dei tributi locali.

IMU 2015: in scadenza gli accertamenti sull’anno 2015

Sulla base della ricostruzione fatta finora, gli accertamemti Imu sull’annualità 2015 vanno notificati entro il 31 dicembre 2020.

 

E’ lecito pensare se l’art.157 del D.L. 34/2020, decreto Crescita possa avere influenza su tale termine.

 

Infatti, l’art.157

 

  • ha prorogato i termini decadenziali di emissione di determinati atti,
  • con scadenza  tra l’8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020.

 

La proroga riguarda gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione.

 

Ad ogni modo,  l’emissione degli atti citati deve avvenire entro il 31 dicembre 2020. Con notifica al contribuente da effettuare tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021.

 

Attenzione, tale proroga si applica solo all’attività dell’Agenzia delle entrate e non a quella degli Enti territoriali.

 

Dunque i tributi locali sono esclusi da tale proroga.

 

Tuttavia è ammissibile l’applicazione dell’art.67 del D.L. 18/2020, decreto Cura Italia.

 

Al comma 1 è previsto che

sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attivita’ di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori.

Gl Enti locali dovrebbero avere 84 giorni in più per notificare gli avvisi di accertamento.

 

Ciò vale anche per gli atti i cui termini di prescrizione o decadenza non scadono nel 2021.

 

Indicazione fornita dall’Agenzia delle entrate nella circolare n°11/E-2020.

 

Di conseguenza, il termine ultimo per la notificazione degli atti in decadenza al 31 dicembre 2020 è stato spostato al 25 marzo 2021.

 

Indicazioni valide anche per gli accertamenti IMU.

 

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