Imu prima casa: nodo da sciogliere per i Comuni

Tutte le novità che riguardano l'Imu e i problemi che stanno avendo molti Comuni per rendere la tassa più equa possibile.

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Tutte le novità che riguardano l'Imu e i problemi che stanno avendo molti Comuni per rendere la tassa più equa possibile.

Lavori in corso per i vari Comuni per delineare le aliquote Imu, in modo da fissare l’importo da pagare per i contribuenti possessori di immobili.

 

Come si calcola l’Imu

Il meccanismo di calcolo prevede innanzitutto la determinazione della base imponibile, attraverso  la moltiplicazione della rendita catastale aggiornata ( rendita catastale rivalutata del 5 per cento) per un coefficiente fisso.

La revisione delle rendite ha portato alla crescita del valore di tale moltiplicatori di circa il 60 per cento in più rispetto agli stessi moltiplicatori usati per l’ci.

Inoltre, una volta determinata la base imponibile, saranno i Comuni a fissare l’importo da pagare in base all’aliquota, che verrà determinata.

Infatti per il decreto istitutivo dell’imu ha stabilito un’aliquota base per gli immobili oggetto di tassazione, ma i Comuni hanno la facoltà di variare, sia in aumento che in diminuzione, l’aliquota base.

 

Detrazioni prima casa

Inoltre è stata prevista una detrazione, pari a 200 euro, per l’abitazione principale ed una ulteriore detrazione apri a 50 euro per ogni figlio convivente sino ai 26 anni.
In sostanza molti proprietari di case verseranno importi più elevati rispetto a quando era in vigore l’Ici, anche in virtù del fatto che diversi Comuni hanno esercitato la loro facoltà di aumentare l’aliquota base.

L’aumento di aliquota è stato deciso soprattutto per quanto riguarda le aliquote ordinarie, cioè quelle applicate alle case diverse dalla prima abitazione.

 

Aliquote e Comuni

Tale aliquota è fissata per legge al 7,6 per mille, ma molti Comuni hanno provveduto ad innalzarla al 9,6 per mille e diversi hanno anche portato tale aliquota al tetto massimo, il 10,6 per mille.

Il risultato è che molti proprietari di immobili vedranno raddoppiare, se non in alcuni casi addirittura triplicare, l’importo da versare allo Stato rispetto a quando era in vigore l’Ici.

Del resto anche le previsioni di entrata formulate dall’esecutivo prevedevano introiti per l’erario di almeno 12 miliardi di euro in più rispetto all’Ici, e tale conto potrebbe ben presto lievitare in virtù degli aumenti di aliquote predisposti dalle varie amministrazione comunali.

 

Gli aumenti in base al luogo

Gli aumenti più corposi si registrano soprattutto in materia di immobili diversi dalla prima casa e soprattutto su negozi ed uffici. Tuttavia occorre registrare che le rendite catastali troppo distanti dal valore reale dell’immobile producono situazioni in alcuni casi distorte. Non appare infatti giustificabile la differenza intorno al 40 per cento che c’è tra l’Imu pagata su di un immobile ubicato a Milano rispetto allo stesso immobile però ubicato a Roma.

 

Aumenti differenziati

Per contrastare gli aumenti, diversi municipi hanno pensato di differenziare in modo articolate le aliquote contributive in modo tale da avvantaggiare alcuni settori rispetto ad altri.

Diversi Comuni hanno infatti predisposto aggravi di contribuzione per i proprietari di immobili sfitti ed altri, come Milano, tenteranno di tutelare gli immobili commerciali destinati ad attività artigianali rispetto agli immobili sedi di banche, assicurazioni, ecc.

Tra l’altro il comune lombardo punta molto sull’Imu per riportare in pareggio il bilancio. Secondo i dati comunicati occorrerebbero circa 600 milioni di euro di nuove entrate, entrate che dovrebbero essere assicurate dall’Imu.

Inoltre visto che si tenterà in tutti i modi di tutelare i proprietari della sola abitazione principale ( per questi l’aliquota dovrebbe essere lasciata al 4 per mille, così come stabilito dal decreto statale) la maggior parte dell’introito sarà assicurato dai versamenti dovuti per immobili commerciali o secondari.

 

Ici seconde case

Infatti l’aliquota per le seconde case dovrebbe essere fissata al 9,6 per mille, mentre si pensa ad una aliquota di favore per gli immobili affittati a canone concordato ( il 4,6 per mille)  ed una aliquota più penalizzante (10,6 per mille) per banche ed assicurazioni.
Per Torino invece potrebbero materializzarsi aumenti sia per l’aliquota inerente l’abitazione principale che per gli altri immobili, viste le urgenti necessità di fare cassa da parte dell’ente ( si parla del 5 per mille per l’immobile principale e del 9,6 per mille per gli altri immobili).

 

Acconto e scadenza Ici

Resta inoltre da chiarire ancora il nodo del versamento dell’acconto visto che il termine scade il 16 giungo ( proroga al 18 visto che il 16 cade di Sabato) ma il decreto consente ai comuni di poter variare le aliquote sino al 30 giugno. Il decreto Salva Italia aveva pensato di introdurre una norma che fissasse l’aliquota a quella base al momento del versamento, ma all’ultimo momento tale norma è saltata. Pertanto probabilmente sul punto si interverrà in sede parlamentare al momento della conversione.

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Argomenti: Tasse e Tributi, 5 per mille