Imu: pagamento, calcolo e detrazioni, cambia l’imposta sulla casa

Tutto quello che si deve sapere per muoversi nell'ingrovigliata giungla dell'Imu

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Tutto quello che si deve sapere per muoversi nell'ingrovigliata giungla dell'Imu

Con la decisione di dividere in tre rate il pagamento dell’Imu relativo alla prima casa si delinea sempre più il quadro relativo al nuovo tributo sugli immobili. Riepiloghiamo quindi i maggiori tratti caratteristici dell’Imu come il calcolo, le aliquote e le scadenze nonchè i casi più frequenti relativi all’imposta municipale sugli immobili.

 

Calcolo della base imponibile ed aliquote Imu

Le aliquote base fissate per decreto sono lo 0,4 per cento (per le abitazioni principali) e lo 0,76 per cento ( altre abitazioni ed immobili urbani non residenziali per cui viene comunque eliminata l’Irpef fondiaria quando dovuta). Ai Comuni spetta tuttavia la facoltà di incrementare o diminuire l’aliquota di 0,2 punti percentuali per le abitazioni principali, e di 0,3 punti percentuali per gli altri immobili. Di conseguenza le aliquote massime nel caso della prima casa potranno arrivare sino allo 0,6 per cento, mentre per gli altri immobili si potrà arrivare sino al 10,6 per cento.

Tuttavia sebbene sulla carta alle amministrazioni municipali si lascino ampi spazi di manovra, nella realtà, a seguito delle modifiche apportate al decreto originario, i Comuni hanno le mani legate. Infatti a questi ultimi spetterà l’incasso pieno solo per quanto riguarda l’Imu sulle prima casa mentre per le restanti unità immobiliari verrà trasferito allo Stato la metà dell’aliquota standard prevista per legge. Di conseguenza, visto che l’aliquota standard è fissata allo 0,76 per cento, all’erario dovrà essere versato lo 0,38 per cento indipendentemente dall’aliquota applicata.  Inoltre, sempre nell’abito della potestà decisionale dei Comuni, questi possono decidere anche di applicare agevolazioni e detrazioni per alcune categorie particolari di contribuenti, ma a condizione che sia espressamente previsto dalla legge nazionale.

Per calcolare invece la base imponibile Imu occorre partire dalle rendite catastali delle unità immobiliare. A tale valore, occorrerà applicare la rivalutazione del 5 per cento prevista e successivamente  moltiplicare per il coefficiente moltiplicatore. Tale coefficiente è fissato, per appartamenti e box, in 160 ( a differenza dell’ici per cui il coefficiente era fissato in 100).

 

Definizione di abitazione principale e novità per gli immobili affittati

Per quanto riguarda l’abitazione principale vi sono molti casi particolari da considerare. Ad esempio nel caso di coniugi l’agevolazione spetterà o alla moglie o al marito anche un coniuge risiede in un immobile ed un coniuge nell’altro. Inoltre, a differenza dell’Ici, non è possibile ottenere l’aliquota del 4 per mille qualora l’appartamento sia concesso a titolo di comodato ad un parente. Un emendamento ha invece previsto l’aliquota agevolata Imu per gli anziani possessori di un immobile ma ricoverati in una struttura di assistenza. I box pertinenziali pagano l’aliquota agevolata ma è possibile fruire dell’agevolazione per un solo box a famiglia.

In materia di immobili locati ai Comuni viene data la facoltà di applicare una aliquota ridotta, scendendo sino al 4 per mille ( tuttavia lo 0,38 per cento sarà comunque destinato all’erario). Differente il caso per gli immobili locati a canone concordato, visto che su queste non vi è l’obbligo di destinare la metà dei proventi allo Stato. Anche sugli immobili posseduti da persone giuridiche il Comune potrà applicare un’aliquota ridotta, ma difficilmente verrà fatto visto anche l’importo da girare all’erario ( anche qui pari allo 0,38 per cento).

 

Imu immobili non residenziali: il nuovo calcolo

Per quanto riguarda gli immobili non residenziali varia invece il meccanismo di calcolo. Sebbene la base di partenza sia sempre la rendita catastale rivalutata ( anche qui occorre moltiplicare la rendita per n valore di 105), cambiano i coefficienti moltiplicatori. Per gli uffici il coefficiente è 80, per i negozi è 55, per i laboratori è 140.

 

Scadenza Imu: le date da ricordare

Per quanto riguarda la facoltà dei Comuni di poter variare le aliquote, occorrerà attendere il pagamento del primo acconto di metà Giugno. Infatti l’esecutivo ha preventivato incassi per circa 21,4 miliardi di euro derivanti dall’Imu. Tale cifra verrà raffrontata con quanto effettivamente incassato dalla prima rata e, fatti i dovuti calcoli, il Governo potrà variare aliquote ordinarie e agevolate, detrazioni e facoltà dei comuni di variare le aliquote. I comuni in ogni caso avranno tempo sino al 30 settembre di quest’anno per emanare le delibere.

Per quanto riguarda la tempistica dei pagamenti il primo acconto è fissato al 18 giugno. Un emendamento recentemente approvato ha inoltre concesso la possibilità di scegliere se pagare in tre o due rate l’Imu relativa alla prima casa (scadenze fissate al 17 settembre e 17 dicembre in caso di tre rate). I pagamenti devono essere effettuati attraverso modello F24 ( recentemente sono stati stabiliti i codici tributo), ed occorre scorporare la quota di imu di spettanza dei comuni da quella di spettanza dell’erario ( un calcolo non agevole soprattutto per contribuenti  poco addentrati nella materia fiscali).

 

Revisione rendite catastali: alla fine pagheremo ancora di più?

Molti dei dubbi dei contribuenti riguardano anche il futuro valore delle rendite catastali, che, come detto molte volte, dovranno essere in futuro adeguati ai valori di mercato. Nel futuro pertanto si dovrebbe avere più equità visto che al posto dei vani saranno considerati i metri quadri ed il valore delle rendite sarà ancorato al valore commerciale fornito dall’agenzia del Territorio.  Tuttavia il nuovo catasto si baserà su due nuovi parametri e pertanto il valore catastale non varrà per tutte le imposte. Per l’imu occorrerà fare riferimento al valore mentre per le altre imposte occorrerà prendere come riferimento la rendita.

Per quanto riguarda invece la domanda se si pagherà di più o meno la risposta è molto soggettiva. Infatti la revisione delle rendite ha tra i primi obiettivi proprio quello di garantire maggiore equità e pertanto dovrebbero pagare di più proprio chi ha delle case di maggior valore. Tuttavia la revisione si pone anche l’obiettivo di non gravare eccessivamente sulle compravendite in modo da non danneggiare il mercato immobiliare.  Per avere risposte certe occorrerà comunque aspettare: la riforma del catasto dovrebbe andare in porto nel giro di quattro o cinque anni.

 

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Argomenti: Tasse e Tributi