Imu e Tasi verso la riunificazione

Le tasse sul mattone si avviano ad una loro, finalmente, semplificazione. Vediamo i dettagli della nuova proposta.

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Le tasse sul mattone si avviano ad una loro, finalmente, semplificazione. Vediamo i dettagli della nuova proposta.

Imu e Tasi in un un unico tributo. Il progetto allo studio ha una duplice finalità:
– Semplificare l’attuale schema impositivo;
– Contrastare l’evasione fiscale.

Imu e tasi

Senza alcuna pretesa di esaustività nella trattazione dell’argomento, varranno spiegati brevemente le differenze fra i 2 tributi:

L’imposta municipale propria (IMU) si applica al possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili e di terreni agricoli ed è dovuta dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale.


L’aliquota ordinaria stabilita dalla legge per gli immobili diversi dall’abitazione principale è pari allo 0,76% e i comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali: l’aliquota può, pertanto, oscillare da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%.

Il tributo per i servizi indivisibili (TASI) si applica al possesso o alla detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati – ad eccezione dell’abitazione principale diversa da quella classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 – e di aree edificabili, mentre sono esclusi i terreni agricoli.
La TASI è dovuta dal titolare del diritto reale e, nel caso in cui l’immobile sia occupato da un soggetto diverso da quest’ultimo, anche dall’occupante.
L’imposta si calcola applicando alla base imponibile, che è quella prevista per l’IMU, l’aliquota stabilita dal comune per la particolare fattispecie.
L’aliquota ordinaria stabilita dalla legge per tutti gli immobili soggetti alla TASI è pari all’1‰, ma i comuni possono ridurla fino all’azzeramento.

La nuova proposta

L’idea del governo è quello di unire i 2 tributi in chiave antievasione.
Verranno istituiti dei nuovi bollettini pre-compilati in modo da facilitare il calcolo e il pagamento del tributo, oltre che a renderlo più trasparente.

Tranquillizzano dai banchi del governo: la nuova idea non permetterà in alcun modo l’aumento della pressione fiscale su tali fattispecie di tributo. Sarebbe, fra le altre cose, dannoso per un settore, come quello immobiliare, ormai da anni in picchiata.
L’idea è quella di mantenere un limite d’imposta unica intorno al 10,6 per mille, con i comuni che, invece, potrebbero attuare piccole modifiche in aumento o in diminuzione, ma solamente all’interno di una casistica molto rigida.

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