Imu e Tasi prime case di lusso: cosa cambia?

Per non permettere agli immobili di lusso di godere di un doppio beneficio, per gli immobili di lusso è stata reintrodotta la doppia tassazione.

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Per non permettere agli immobili di lusso di godere di un doppio beneficio, per gli immobili di lusso è stata reintrodotta la doppia tassazione.

Un nuovo intervento ha modificato la bozza della Legge di Stabilità reintroducendo Tasi e Imu per gli immobili di lusso anche se utilizzati come abitazioni principali.   L’abolizione della Tasi sulle abitazioni principali è prevista soltanto per gli immobili rientranti nelle categorie catastali che NON siano A1, A8 e A9, per le quali la tassazione è prevista con dei limiti.   Inizialmente erano stati inseriti nell’esclusione della Tasi tutti gli immobili adibiti ad abitazione principale, quindi anche gli immobili rientranti nella categoria catastale A1, A8 e A9. Poiché gli immobili adibiti ad abitazione principale non sono soggetti ad IMU, ma soltanto alla Tasi, tranne gli immobili di lusso, soggetti ad entrambi i tributi, gli immobili rientranti nelle categorie A1, A8 e A9 avrebbero beneficiato di un doppio risparmio vedendosi abolire sia l’IMU che la Tasi.

  Gli immobili di lusso, fino al 2015, sono stati soggetti a IMU anche se adibiti ad abitazione principale ma allo stesso tempo sono soggetti anche a Tasi anche se la somma delle aliquote dei due tributi non può superare il massimale del 6 per mille.   Secondo le prime bozze della Legge di Stabilità 2016 gli immobili adibiti ad abitazione principale si vedevano applicare la sola abolizione della Tasi, essendo già esclusi dal pagamento dell’IMU mentre per gli immobili di lusso il beneficio era doppio vedendosi esclusi sia dal pagamento dell’Imu che da quello della Tasi.   Proprio per questo motivo l’ultimo intervento di modifica alla bozza della Legge di Stabilità reintroduce la vecchia tassazione sugli immobili di lusso anche se utilizzati come abitazione principale vedendo applicare su tali immobili entrambe le tassazioni, la cui somma delle aliquote non deve, però, superare il 6 per mille.

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