Imu 2015: ecco i Comuni che hanno previsto gli aumenti

Il dossier della CGIA mette in guardia i contribuenti: nuovi aumenti Imu e Tasi per il 2015

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il dossier della CGIA mette in guardia i contribuenti: nuovi aumenti Imu e Tasi per il 2015

La CGIA lancia l’allarme: Imu e Tasi sono destinate ad aumentare ancora nel 2015. Lo scenario per i contribuenti per quanto riguarda le imposte immobiliari è tutt’altro che ottimistico. Secondo il dossier dell’Asssociazione Artigianele Piccole Imprese Mestre, infatti, Imu e Tasi sono destinate ad aumentare nel 2015. Alla base dello studio ci sono le delibere di approvazione delle aliquote Imu e Tasi per il 2015, rese note in anteprima da parte di alcuni Comuni e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze. In base alle proiezioni se come preventivato, dal 2016 le casse dei Comuni non potranno più fare affidamento sulla ‘Local Tax’, la Tasi sulla prima casa rischia di salire al 6 per mille. Dati più attendibili arriveranno da dopo il 31 maggio 2015, data ultima per l’approvazione delle delibere sui bilanci previsione.

Aumenti Imu e Tasi: previsioni per il 2015

Ad oggi infatti, come ha sottolineato anche Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, “Il campione analizzato è ancora molto ristretto. Tuttavia, -sottolinea- la tendenza appare abbastanza chiara: i Comuni, anche per l’anno in corso, hanno deciso di aumentare il peso fiscale dell’Imu e della Tasi”. Eppure già da questo primo sguardo il trend appare chiaro: sono molti i sindaci che hanno pensato di aumentare le tasse sugli immobili (al momento già Arezzo, Bologna, Livorno, Modena, Potenza, Rimini e Treviso).   Tra le eccezioni degne di menzione Aosta, Carbonia, Pesaro e Rovigo che hanno mantenuto le aliquote Imu e Tasi dell’anno precedente e soprattutto Enna e Mantova, che hanno perfino previsto un ritocco al ribasso. E c’è anche un’altra aggravante evidenziata dallo stesso Bortolussi: “A fronte di 1,5 miliardi di euro di mancati trasferimenti previsti per quest’anno, per assicurare i medesimi livelli dei servizi ai propri concittadini, la maggioranza dei sindaci sottoposti a questa analisi ha deciso di ritoccare all’insù le aliquote o di ridurre le detrazioni dell’Imu e/o della Tasi. Tra i tagli e il venir meno di queste preziose risorse che nel 2014 sono servite ad abbattere il peso della Tasi sulla prima casa, per l’anno in corso mancheranno nelle casse dei comuni oltre 2,1 miliardi di euro che, in parte, saranno coperti dai cittadini attraverso un inasprimento della tassazione sugli immobili” .  

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Argomenti: Tasse e Tributi

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