Imu e Tasi 2019, anziani e disabili non pagano: ecco quando è prevista l’esenzione

Anziani e disabili che vengono ricoverati in case di risposo non pagano Imu e Tasi sulla casa principale. Le condizioni da rispettare.

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Anziani e disabili che vengono ricoverati in case di risposo non pagano Imu e Tasi sulla casa principale. Le condizioni da rispettare.

Fra i vari casi di esenzione dal pagamento di Imu e Tasi rientrano anche le categorie svantaggiate. Si parla in questo caso specifico di anziani e disabili che soggiornano presso le case di riposo. La legge concede ai singoli Comuni la possibilità di esentare i proprietari dal pagamento delle tasse sulla casa.

Non è detto che ciò avvenga tassativamente poiché è la singola amministrazione a dover predisporre tramite apposita delibera i casi di esenzione dal versamento di Imu e Tasi. Pertanto esistono Comuni che applicano in ogni caso l’imposta al proprietario se questo si trasferisce a vivere in casa di riposo e altri che, invece, applicano l’esenzione dal pagamento a determinate condizioni.

Esclusione del pagamento di Imu e Tasi

Posto, quindi, che è opportuno verificare cosa stabilisce il Comune di residenza al riguardo, per chi concede l’esenzione dal pagamento di Imu e Tasi sono previste alcune regole da rispettare. La principale di queste è che l’abitazione principale non deve essere data in affitto e che pertanto non sia abitata. Alcune amministrazioni richiedono anche il distacco dalla rete elettrica come ulteriore prova di inutilizzo dell’immobile. Serve poi la variazione di residenza che certifichi a tutti gli effetti che la persona anziana o disabile non vive più nella propria abitazione principale. Ma anche in questo caso, è a discrezione delle singole amministrazioni comunali richiedere tali ulteriori certificazioni.

L’abitazione principale non deve essere locata

La condizione più importante, tuttavia, è quella relativa alla locazione dell’immobile che si lascia. Questo non deve essere concesso in affitto, neanche per brevi periodi, altrimenti bisognerà pagare Imu e Tasi per il periodo di occupazione. Riassumendo, quindi, se la casa viene lasciata per recarsi in casa di risposo, si ha diritto a non pagare le imposte patrimoniali restando questa abitazione principale del proprietario. La finanziaria 2016 ha infatti escluso dal campo di applicazione delle due imposte l’immobile che viene utilizzato come abitazione principale, ovvero la casa dove il contribuente con il suo nucleo familiare dimora abitualmente e ha stabilito la sua residenza.

 Chi ne è proprietario, dunque, non è tenuto a pagare Imu e Tasi. L’esenzione rimane esclusa per le abitazioni di lusso (categorie catastali A1/A8 e A9).

Cosa fare se il proprietario va in casa di risposo

Ricapitolando, quindi, prima di versare o non versare la seconda rata di Imu e Tasi il prossimo 16 dicembre è necessario accertarsi che il Comune di residenza abbia adottato apposita delibera che ne preveda l’esenzione per coloro che sono stati ricoverati in casa di riposo. Poi bisogna verificare che, a tutti gli effetti, l’abitazione lasciata libera non sia stata data in affitto. In questo caso l’esenzione dal pagamento di Imu e Tasi non si applica e il Comune, a seguito di appositi controlli, potrà richiedere il versamento delle imposte e relative sanzioni.

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