Imu e Tares via, arriva la tassa unica “Ics”

La tassa Ics sulla casa e servizi andrebbe a sostituire Imu e Tares nell'ipotesi di riforma della tassazione sugli immobili del Governo. Ma arrivano le prime polemiche

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Spunta l’ipotesi della tassa Ics dalla fusione tra Imu e Tares nella riforma della tassazione degli imobili che il Governo dovrà attuare entro la fine dell’estate 2013. Ma si farà davvero? E quali sono le problematiche per la sua attuazione?

La partita sulla riforma dell’Imu è ancora aperta e tra le innumerevoli indiscrezioni delle ultime ore spunta l’ipotesi di una nuova tassa, a metà strada tra l’imposta sugli immobili, Imu e il tributo sui rifiuti  e servizi comunali, la  Tares: la cosiddetta tassa Ics.

Imu da riformare entro l’estate

Il decreto legge n. 54 del 2013 del 21 maggio ha sospeso il pagamento della prima rata Imu 2013 per le abitazioni principali e relative pertinenze, terreni agricoli e fabbricati rurali, rinviando il tutto al 16 settembre, ma ad una precisa condizione. Riformare la tassazione sugli immobili entro la fine dell’estate. (Per maggiori dettagli si rinvia al nostro articolo Pagamento Imu a settembre, pubblicato il decreto).  Un obiettivo arduo che il Governo guidato da Enrico Letta ha confermato di voler raggiungere (si veda il nostro articolo Riforma Imu entro Ferragosto, confermato l’impegno del Governo), comprendendo nella revisione totale della tassazione immobiliare anche il nuovo tributo comunale sui rifiuti e servizi indivisibili introdotto dal decreto salva Italia, la Tares.

 Le ipotesi di riforma

 Le ipotesi di revisione dell’Imu sono molte: si parla dell’aumento della detrazione Imu fino a 600 euro alla completa abolizione del pagamento Imu sulla prima casa ( si rinvia al nostro articolo Imu, nessuna stangata sui villini. Tutte le ipotesi di riforma), fino alla creazione di una nuova super imposta: la tassa Ics.

 Tassa Ics: di cosa si tratta

 Acronimo di Imposta sulla Casa e Servizi, la tassa Ics nascerebbe dalla fusione di Imu e Tares, ma le polemiche sulla sua attuazione non si sono fatte certo attendere.

Secondo le ultime indiscrezioni, la tassa Ics potrebbe prevedere degli sconti, per la quota che riguarda la casa, rapportati al nucleo familiare, secondo il principio che più grande è la famiglia, meno si paga. La quota che riguarda la Tares, potrebbe dividersi in una parte, il 40% al pagamento dei rifiuti e il 20% ai servizi comunali, quali la manutenzione del manto stradale, la pubblica illuminazione, ecc.

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 Le critiche

 La principale accusa mossa contro l’ipotetica tassa Ics è proprio la fusione di Imu e Tares che hanno una diversa natura fiscale. Come ha rilevato anche Assoedilizia, la nuova tassa Ics sarebbe “iniqua e incostituzionale” perché fonde due imposte “diverse per natura, basi impositive e criterio di calcolo”. Se il pagamento Imu grava in capo al proprietario dell’immobile, la Tares è a carico del residente. Se poi il calcolo Imu avviene in base al valore dell’immobile, il calcolo Tares segue le dimensioni dell’immobile e il  numero dei componenti della famiglia. Insomma l’incertezza regna sovrana e in ogni caso il nodo da sciogliere è molto stretto, considerando anche che, stante l’attuale situazione politica italiana, mettere mano alla tassazione sugli immobili significa in primo luogo cercare il consenso tra le forze politiche molto diverse tra di loro.

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