Imu e agricoltura: la spremitura del governo Monti

Le modifiche al testo del decreto semplificazioni fiscali non convincono tutti e il testo passa al Senato

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Le modifiche al testo del decreto semplificazioni fiscali non convincono tutti e il testo passa al Senato

Passa al vaglio della Camera il testo contenente le modifiche all’IMU per l’agricoltura. Un testo che si qualifica come il frutto di una serie di emendamenti che introducono tre novità rilevanti. In primo luogo l’introduzione di esenzioni per profili soggettivi e per quelli territoriali, l’avvento di un meccanismo di acconto e l’introduzione di un tetto massimo di imposta che è dovuta dal settore.

 

Imu settore agricolo: dopo l’approvazione alla Camera, la parola passa al Senato

Con l’approvazione alla Camera, con il connesso voto di fiducia, l’ennesimo al Governo Monti, del DL semplificazioni fiscali, il dl n, 16 del 2012, il testo passa all’esame del Senato, dopo un dibattito lungo, sofferto e ricco di colpi di scena. Tra i capitoli più aspramente discussi, merita attenzione quello riguardante l’IMU agricola che è stato oggetto di attenzioni da parte dei diretti interessati, gli agricoltori ma anche della pubblica opinione.

 

Imu fabbricati agricoli: le novità introdotte

Le novità più importanti riguardano in primo luogo le esenzioni sia per soggetti che per territori. Sono in sostanza delle agevolazioni per coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali che vengono però compensate da un aggravio di moltiplicatore per il calcolo della imposta per i oggetti non agricoli e dell’esenzione dal pagamento per i terreni di montagna o parzialmente di montagna, correggendo la precedente formulazione riferita ai comuni oltre i 1000 metri di altitudine. Viene introdotto un meccanismo di acconto, verifica ed infine saldo dell’imposta. Infine viene introdotto un tetto massimo di imposta dovuta dal settore. Ammontano a circa 135 milioni per i fabbricati e quasi 90 per i terreni, le cifre riguardanti il  gettito complessivo di imposta per l’Imu, che viene calcolato in via preventiva e su quell’importo saranno parametrate le aliquote di calcolo. Si reintroduce la franchigia per i terreni agricoli che a conti fatti vale solo il 25% di quella che veniva applicata per l’Ici, ossia seimila euro, che esclude le aziende medie di 20 ettari. Non è stato toccato il moltiplicatore per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che resta a 110 mentre per i non professionali c’è stato un aumento di 5 punti che lo porta così a 135. Per i fabbricati strumentali gli agricoltori inoltre potranno pagare un acconto del 30 per cento e il resto a dicembre. 

 

Imu terreni agricoli: reazioni tiepide dalla Coldiretti

In realtà le modifiche introdotte dal maxi emendamento non soddisfano le organizzazioni agricole che parlano di un semplice contentino che non soddisfa le richieste presentate. “E’ positiva la riduzione del moltiplicatore per il calcolo dell’Imu sui terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o Imprenditori agricoli professionali (Iap) per i quali e’ anche ripristinata la franchigia”. Queste le parole del presidente della Coldiretti Sergio Marini il quale sottolinea anche come l’approvazione da parte della Camera con il voto di fiducia del dl semplificazioni fiscali, “ha anche opportunamente fissato al 30 per cento l’acconto per consentire l’abbassamento delle aliquote per i fabbricati strumentali, come stalle, fienili e capannoni, prima del versamento della seconda rata, laddove il gettito stimato dopo l’accatastamento superi il limite di 135 milioni stimati dal Ministero dell’Economia. E’ stato confermato – sottolinea Marini – il percorso stabilito al tavolo fiscale, avviato dopo l’approvazione della manovra di dicembre, ovvero che il gettito in agricoltura non debba superare per l’anno in corso un contributo aggiuntivo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali ad uso strumentale e di 89 milioni di euro per i terreni, per complessivi 224 milioni, molto meno rispetto alla stima di oltre un miliardo”.

 

Riduzione acconto Imu non soddisfa Cia e Confagricoltura

Più duro il responsabile del settore fiscale e creditizio della Cia, Massimo Bagnoli, il quale sottolinea che gli  “impegni non sono stati rispettati perché non c’è scritto da nessuna parte che l’agricoltura pagherà i 224 milioni valutati dall’Economia e cioè 135 milioni per i fabbricati strumentali e 90 per i terreni. La riduzione dell’acconto – sostiene la Cia – di fatto non salva le aziende dalla stangata. E infine per la Cia l’agricoltura è gravata da ulteriori oneri. Altro che semplificazione. L’agricoltore infatti dovrà versare l’acconto del 50% sui terreni, sempre del 50% sulla casa e del 30% sui fabbricati strumentali accatastati, mentre non dovrà pagare nulla per quelli che dovranno essere accatastati entro il 30 novembre e passare cioè dal catasto terreni a quello fabbricati”. Gli fa eco direttamente il presidente Politi per cui «L’emendamento del Governo non ci convince affatto poiché le proposte non rispondono per nulla alle attese del mondo agricolo e senz’altro non sono coerenti con gli impegni assunti dall’esecutivo». Sulla stessa scia polemica il presidente della Confagricoltura, Mario Guidi, per cui si tratta di «un importante segnale di attenzione da parte del Governo sì, ma non basta. «Un palliativo»  quello dato dal Governo dice Copagri che ha anche lamentato come non risolvano i problemi «una franchigia di alcune migliaia di euro sui terreni e alcune riduzioni dell’imposta».

 

Le parole del Ministro Catania non placano le polemiche

Su tutti bastano le parole del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, che ha riconosciuto che «il provvedimento non è l’optimum ma risponde a un’esigenza di compromesso con il ministero dell’Economia, però è un provvedimento che si muove nella direzione giusta». Il ministro ha aggiunto di essere comunque soddisfatto perché testimonia il lavoro fatto in questi tre mesi. Se parla di lavoro di spremitura degli italiani da parte del Governo Monti, non possiamo certamente negare il grande impegno.

 

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