Imu Chiesa: regolamento in vigore dall’8 dicembre 2012

In vigore il prossimo 8 dicembre il decreo del Mef contenente il regolamento sulla tanto dibattuta questione Imu Chiesa

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
In vigore il prossimo 8 dicembre il decreo del Mef contenente il regolamento sulla tanto dibattuta questione Imu Chiesa

Imu Chiesa. E’ stato pubblicato il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze ed entrerà in vigore il prossimo 8 dicembre dando attuazione all’art. 91-bis, comma 3, D.L. n. 1/2012.

Imu Chiesa: il decreto del Mef

Il decreto in questione regolamenta la questione tanto dibattuta dell’Imu Chiesa, e in generale della  disciplina Imu per gli enti non commerciali. Il regolamento stabilisce proprio le modalità e tutte le procedure per l’applicazione proporzionale, a partire dal 1° gennaio 2013, dell’esenzione Imu per le unità immobiliari destinate a un utilizzo misto, quando cioè non sia possibile individuare gli immobili o le porzioni di immobili adibiti esclusivamente allo svolgimento delle attività istituzionali con modalità non commerciali.

Esenzione Imu enti non commerciali

La questione era nata in considerazione dell’esenzione Imu stabilita all’art. 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504/1992 che riguarda immobili utilizzati  dagli enti non commerciali destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive.

Enti non commerciali: requisiti generali

Ma quali sono i requisiti che devono possedere gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali per poter essere soggetti all’esenzione Imu? È il decreto del Mef che fa un elenco preciso, per cui:

-deve essere chiaro il divieto di distribuire utili se non ad altri enti con finalità dello stesso tipo,

-gli eventuali residui finanziari o patrimoniali devono essere devoluti alle stesse finalità solidaristiche,

–   il patrimonio dell’ente non commerciale deve essere devoluto in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altro ente non commerciale che svolga un’analoga attività istituzionale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Enti non commerciali: requisiti speciali

Questi sono i requisiti generali, ma ci sono anche quelli speciali, diversi a seconda dell’attività non commerciale che svolge l’ente. In particolare:

– per le attività assistenziali e sanitarie si richiede, in caso di accreditamento o convenzione, che esse siano gratuite o con partecipazione alla spesa prevista dall’ordinamento. Se non accreditate o convenzionate, esse devono essere svolte a titolo gratuito o con corrispettivi di importo simbolico e, comunque, non superiore alla metà dei corrispettivi medi e non deve esservi correlazione con i costi;

– per le attività didattiche si richiede che l’attività sia paritaria, non vi siano discriminazioni all’accesso, sia previsto l’accoglimento di alunni portatori di handicap, di rispetto della contrattazione collettiva e standard e che l’attività sia gratuita o con corrispettivi di importo simbolico e tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo;

– per le attività ricettive, ricreative, sportive e culturali si richiede che siano svolte a titolo gratuito ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e, comunque, non superiore alla metà dei corrispettivi medi.

 

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Argomenti: Tasse e Tributi