Imu Chiesa e il regolamento attuativo bocciato dal Consiglio di Stato

Imu Chiesa, accostamento sempre più difficile. Il Consiglio di Stato ha bocciato il regolamento attuativo delle Finanze.

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Imu Chiesa, accostamento sempre più difficile. Il Consiglio di Stato ha bocciato il regolamento attuativo delle Finanze.

Imu Chiesa cattolica. E’ notizia delle ultime ore la bocciatura, da parte del Consiglio di Stato del regolamento messo  a punto dal Ministero dell’Economia e delle finanze in tema di Imu e Chiesa. Ma andiamo per ordine.

Imu Chiesa: dalla manovra salva Italia al decreto liberalizzazione

La manovra salva Italia aveva previsto che non godono dell’esenzione Imu gli immobili della Chiesa. Una novità questa che è stata riformulata con il decreto cresci Italia, quello sulle liberalizzazioni per intenderci, in base al quale l’Imu si applica sui locali commerciali della chiesa, escludendo i luoghi di culto e di preghiera. L’esenzione Imu si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell’immobile quale risulta da apposita dichiarazione da presentare entro la fine dell’anno.

Imu Chiesa: il regolamento attuativo

Il tutto veniva demandato ad un regolamento attuativo,  che avrebbe dovuto proprio disciplinare tutti i casi in cui non risulta possibile l’individuazione degli immobili o della porzione di immobili adibiti esclusivamente ad attività di natura non commerciale e su cui applicare l’esenzione Imu. Questo regolamento a firma del Ministero dell’economia e delle finanze è stato posto sul tavolo del Consiglio di Stato, per valutarne l’attendibilità.

Imu Chiesa: le critiche del Consiglio di Stato

I giudici di Palazzo Spada hanno così bocciato il regolamento messo a punto dall’Economia, affermando che questo va oltre i poteri che il Governo ha indicato con il decreto liberalizzazioni per disciplinare il regime di esenzione Imu per tutti gli immobili degli enti non commerciali, tra cui quelli della Chiesa. In primo luogo i giudici del Consiglio di Stato hanno ricordato che, sulla base delle disposizioni del decreto liberalizzazioni, il regolamento attuativo avrebbe dovuto disciplinare tutti i casi in cui non risulta possibile l’individuazione degli immobili o della porzione di immobili adibiti esclusivamente ad attività di natura non commerciale. L’esenzione Imu avrebbe dovuto trovare applicazione in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell’immobile secondo quanto dichiarato con apposito modello dal proprietario del bene. La Sezione consultiva del Consiglio di Stato ha rilevato che la parte dello schema di Dm in cui sono definiti i requisiti generali e di settore per qualificare le differenti attività svolte con modalità non commerciali, «esula dalla definizione degli elementi rilevati ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale» nei casi di utilizzazione del bene cosiddetta mista. Alcune delle scelte proposte dall’Economia, secondo il Consiglio di Stato, sono effettuate «in assenza di criteri o altre indicazioni normative» che specifichino la natura non commerciale di un’attività.  C’è una eterogeneità dei criteri utilizzati per le convenzioni con lo Stato per le attività erogate dalle onlus in campo sanitario, culturale o sportivo. Troppa eterogeneità.

In attesa della risposta del Tesoro

Ora si attende la risposta del Tesoro che dovrà arrivare entro fine ano, visto che l’Imu alla chiesa si applica dal 2013. Altrimenti, il rischio, èche anche questo  finirà nell’ennesima bolla di sapone.

 

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Argomenti: Tasse e Tributi