Imu Bis: la nuova tassa sulla casa ha un sapore beffardo

Monti nega l'introduzione di una Imu bis, il sottosegretario Polillo parla di semplice allineamento, governo di nuovo nel pallone?

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Monti nega l'introduzione di una Imu bis, il sottosegretario Polillo parla di semplice allineamento, governo di nuovo nel pallone?

Sarà questo l'esito delle politiche dei contabili al governo?

Il premier Mario Monti in visita al Salone del Mobile di Milano non ha commentato i provvedimenti attuati in vista delle future sfide che attendono il nostro paese., facendo una una digressione in merito alle polemiche sull’Imu bis. In particolare il presidente del consiglio ha ribadito come le misure intraprese dal nostro governo, unite a quelle varate dal Fmi, hanno contribuito ad aumentare l’affidabilità in zona euro, permettendo un rilancio degli investimenti soprattutto dai paesi in forte crescita industriale, come Cina ed India. Il premier ha anche fatto riferimento alle recente misura varata dal Fondo Monetario Internazionale che ha immesso nuova liquidità per i paesi fortemente indebitati, per un controvalore pari a 430 miliardi di dollari.

Pertanto, sebbene le misure intraprese siano all’insegna del rigore e dell’austerity, vi sono incoraggianti segni di ripresa e sviluppo, soprattutto per quanto riguarda il nostro paese. Infatti le azioni condotte dal Governo sarebbero potute essere rimandate al futuro, ma diverse circostanze a livello mondiale ed a livello europeo hanno imposto una decisa revisione del sistema, intervento laddove vi erano delle criticità. Naturalmente il nostro paese, insieme ad altri stati, versa ancora in difficoltà ma i segnali di ripresa sono incoraggianti ed il premier è sicuro che l’Italia riuscir a mettersi la crisi alle spalle.

Per quanto riguarda le vicende strettamente interne, Monti ha ribadito come il finanziamento pubblico alle aziende sia da utilizzare con più parsimonia e che occorre creare un clima favorevole per lo sviluppo della crescita imprenditoriale. Inoltre è stato scongiurato il pericolo di un’ Imu bis, una sorta di nuova imposizione sugli immobili che il governo potrebbe varare nell’immediato futuro. Sul tema Monti ha rassicurato i presenti dichiarando che non è nelle intenzioni dell’esecutivo l’inserimento di una nuova tassa immobiliare nel sistema fiscale.

 

L’imposta di scopo sugli immobili 

Tuttavia tecnicamente esisterebbe già la possibilità di aumentare il carico fiscale proprio sulla casa. Infatti la “vecchia imposta di scopo” sugli immobili, prevista dalla Finanziaria 2007 (legge 296/06) e regolata dal decreto sul federalismo municipale è  stata rivista ed inserita all’interno del decreto legge sulla semplificazione fiscale, ora in lettura in Parlamento. Il Dl 16 del 2012 prevede infatti due novità di rilievo. La prima è quella che i Comuni possono disciplinare attraverso regolamento comunale  la nuova tassa, mentre in precedenza tale disposizione era prevista solo con legge statale. La seconda novità concerne invece il fatto che l’imposta di scopo continuerà ad applicarsi con riferimento alla disciplina vigente a partire dall’entrata in vigore dell’Imu (dall’anno 2012).

Il nome imposta di scopo deriva proprio dal fatto che in base alla legge 296 i comuni possono istituire attraverso un proprio regolamento questo tributo che servirà a coprire una percentuale del costo dell’opera pubblica che si vuole realizzare (al massimo il 30 per cento). Pertanto le municipalità hanno la possibilità attraverso questa tassa di finanziare parcheggi, strade, allestimenti museali, biblioteche. Sempre in materia di imposta di scopo il decreto legislativo 23 2011 (sul federalismo fiscale) ha previsto di allungare la durata massima dell’imposta da 5 a 10 anni e di prevedere che la revisione dell’imposta di scopo venga disciplinata con un regolamento di delegificazione da adottare, d’intesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali, entro il 31 ottobre 2011.

Riprendendo le dichiarazioni fatte dal premier Monti anche il sottosegretario all’economia Polillo ha escluso che si tratti di una nuova tassa. Si tratta infatti di un riallineamento dell’imposta e non vi è alcun automatismo che porti all’aumento dell’imposta di scopo solo perché si è spostata la competenza dallo Stato all’ente locale.

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Argomenti: Tasse e Tributi