Imprese del Sud, decontribuzione anche per il 2021

La commissione europea ha approvato anche per il 2021 la decontribuzione del 30% per le imprese del Sud Italia. La misura vale per 1,5 miliardi di euro.

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La commissione europea ha approvato anche per il 2021 la decontribuzione del 30% per le imprese del Sud Italia. La misura vale per 1,5 miliardi di euro.

Decontribuzione per le imprese del Sud anche nel 2021. La Commissione europea ha approvato il regime italiano di aiuti di Stato da 1,5 miliardi di euro sotto forma di sconti contributivi. Lo sgravio era stato introdotto dal Dl n. 104/2020 (decreto di Agosto).

La decontribuzione per le imprese del Sud riduce il costo del lavoro, aiuta le aziende a continuare la loro attività e a mantenere l’occupazione in questo periodo difficile. Lo sgravio è confermato dalla legge di bilancio per il 2021 e resta in vigore fino al 31 dicembre 2029.

Decontribuzione del 30% alle imprese del Sud

La misura, approvata dalla Commissione Ue, è stata riportata anche dalla circolare Inps numero 33 del 22 febbraio 2021, con la quale vengono anche illustrate le istruzioni operative e contabili.

La vicepresidente esecutiva della Commissione Ue Margrethe Vestager, responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato:

Il Sud Italia è stato duramente colpito dalle conseguenze economiche del coronavirus. Queste misure italiane per 1,5 miliardi di euro sosterranno il lavoro e aiuterà le imprese attive nelle regioni del Mezzogiorno ad affrontare i problemi di liquidità che stanno affrontando a seguito dell’epidemia, mantenendo così il livello di occupazione e preservando la continuità dell’attività economica”.

Nei fatti, l’Italia ha notificato alla Commissione un regime consistente in vantaggi fiscali concessi a datori di lavoro privati operanti nel Sud Italia. Regime che consiste in una riduzione del 30% dei contributi sociali e previdenziali dovuti per i lavoratori dell’azienda.

Le imprese interessate

La decontribuzione riguarda le aziende con contratti di lavoro si applica alle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Là dove il Pil regionale è inferiore al 90% della media Ue, e il tasso di occupazione è inferiore alla media nazionale.

Il programma sarà aperto alle aziende di tutte le dimensioni attive in tutti i settori, ad eccezione dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico.

Settori economici e importi

La Commissione ha riscontrato che il regime notificato dall’Italia è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno per azienda non supererà i 120.000 euro nei settori della pesca e dell’acquacoltura e 800.000 euro tutti gli altri settori ammissibili. E i contributi previdenziali ridotti devono riguardare il periodo precedente al 31 dicembre 2020.

Misura della decontribuzione

Come spiega in dettaglio la circolare Inps, la decontribuzione non è fissa per sempre. Essa è pari al:

  • 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, sino al 31 dicembre 2025;
  • 20% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2028 e 2029.

L’esonero in trattazione non prevede un limite individuale di importo. Pertanto, lo stesso trova applicazione sulla percentuale della contribuzione datoriale prevista. Senza individuazione di un tetto massimo mensile.

A seguito dell’applicazione della misura, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. Nella determinazione delle contribuzioni è necessario fare riferimento, ai fini della delimitazione dell’agevolazione, alla contribuzione datoriale che può essere effettivamente oggetto di sgravio.

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