Imprenditoria giovanile: la scelta del regime fiscale

Regime dei minimi o forfettino? Come scegliere la partita iva agevolata per giovani imprenditori e liberi professionisti

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Regime dei minimi o forfettino? Come scegliere la partita iva agevolata per giovani imprenditori e liberi professionisti

I giovani imprenditori e professionisti che vogliono iniziare un’attività in proprio devono essere ben consapevoli del regime fiscale più conveniente per la propria impresa. Esistono infatti regimi fiscali agevolati appositamente pensati per i giovani al di sotto di una certa soglia di età o con redditi medio-bassi.   La scelta fondamentale al momento è tra regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (ex regime dei minimi) e del regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo.

Quali sono i requisiti di accesso e i privilegi previsti?

Ex regime dei minimi: come funziona l’imprenditoria in mobilità

Dal 1° gennaio 2012 (art.27 D.L. n. 98/2011) i giovani imprenditori, i disoccupati e i lavoratori in mobilità che intraprendono una nuova attività possono optare per un regime fiscale vantaggioso. Il regime fiscale prevede imposta sostitutiva dell’IRPEF al 5 per cento. Non applicabilità ai proventi a ritenuta di acconto da parte del sostituto di imposta. Il regime agevolato è aperto a chiunque inizia ex novo un’attività dal 31 dicembre 2007 in poi purché nell’anno precedente non abbia incassato compensi superiori a 30.000 euro e non risultava avere dipendenti o collaboratori (anche a progetto), non abbia effettuato cessioni all’esportazione e non abbia erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro. Nell’ultimo triennio inoltre non deve aver compiuto acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro anche mediante contratti di appalto e di locazione, non deve aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare. L’attività in oggetto non deve essere prosecuzione di una precedente. Occorre inoltre essere residente in Italia. Il regime agevolato sopra descritto ha una durata massima di 5 anni a partire dal periodo di imposta dell’attività o fino al compimento dei 35 anni del titolare di partita iva. Una volta chiusa la partita iva agevolata non può essere riaperta con le stesse condizioni.

Regime per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo

L’alternativa è il cd “forfettino”, regolato dall’art.

13 L. 388/2000. Esso viene indirizzato a favore di persone fisiche che intraprendono una nuova attività imprenditoriale (anche sotto forma di impresa familiare) e di lavoro autonomo. L’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali è fissata in misura del 10 per cento. E’ escluso l’assoggettamento a ritenuta di acconto, da parte del sostituto di imposta, dei ricavi e dei compensi riguardanti il reddito oggetto del regime fiscale agevolato. E’ incluso il tutoraggio gratuito da parte di un commercialista dell’Agenzia delle Entrate per gli adempimenti fiscali previsti. Il titolare della partita Iva inoltre ha diritto ad un credito di imposta, per un massimo di 309,89 euro, corrispondente al 40 per cento del prezzo di acquisto di beni strumentali all’attività (computer, modem e stampante) necessari per la connessione con il sistema informativo della stessa Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda requisiti e durata la differenza rispetto a quello precedente è che non va oltre i tre anni  

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