Imposta sostitutiva IRPEF 7% per i titolari di pensione estera. Necessario il fine previdenziale

Le prestazioni pensionistiche erogate da un fondo previdenziale estero devono risultare imponibili nel nostro Paese, I chiarimenti dell’Ade.

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Le prestazioni pensionistiche erogate da un fondo previdenziale estero devono risultare imponibili nel nostro Paese, I chiarimenti dell’Ade.

L’Agenzia delle entrate, con la risposta all’interpello n. 244 / 2021, ha fornito utili chiarimenti in merito all’applicazione dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF, prevista per le persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estere. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Quesito del contribuente

L’Istante fa presente di essere residente nel Regno Unito da almeno 5 anni ed intende trasferire la propria residenza in Italia in uno dei Comuni con popolazione residente non superiore a 20.000 abitanti.
L’Istante è beneficiario di una rendita derivante da un fondo pensione privato.
Tale fondo è stato alimentato dall’Istante attraverso versamenti volontari effettuati durante i periodi lavorativi.
Il fondo, fino al 2017, veniva considerato dalla normativa fiscale una rendita pensionistica ma, a seguito di un cambio di legislazione interna, è mutato l’orientamento considerando il fondo pensione ARF assimilabile ad un emolumento.
Ciò premesso, l’Istante chiede se, nonostante il cambio di qualificazione fiscale del predetto fondo pensione privato (ARF) da parte dell’agenzia fiscale estera, possa comunque optare per l’applicazione dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF prevista per le persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera, trattandosi di fondi pensioni privati assimilabili a pensioni integrative.

Imposta sostitutiva IRPEF 7% per i titolari di pensione estera

L’articolo 1, comma 273, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (“Legge di bilancio 2019”) ha previsto un nuovo regime di imposizione sostitutiva dell’IRPEF per le persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera e che trasferiscono in Italia la propria residenza in uno dei comuni appartenenti al territorio delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti, o in uno dei comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti compresi negli allegati 1, 2 e 2-bis al decreto-legge 17 ottobre 2016, n.

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Si tratta di un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota pari al 7 per cento per ciascuno dei periodi di imposta di validità dell’opzione (complessivamente 10 anni).

Risposta dell’ade

L’Agenzia delle entrate risponde con esito negativo al quesito del contribuente e chiarisce quanto segue:

Le prestazioni pensionistiche in forma di capitale o rendita, erogate da un fondo previdenziale estero a un soggetto che intende trasferire la residenza nel territorio dello Stato, una volta maturato il requisito anagrafico richiesto per l’accesso alla prestazione, devono risultare imponibili nel nostro Paese in base alla specifica Convenzione per evitare le doppie imposizioni stipulata dall’Italia con il Paese della fonte.

Con riferimento al caso di specie, si evince che la sottoscrizione delle polizze è di natura volontaria, l’erogazione delle prestazioni a favore dell’iscritto non sono legate ad un rapporto di lavoro e non richiedono il raggiungimento di alcun requisito anagrafico – pensionistico.
Queste polizze, inoltre, non garantiscono la restituzione dell’intero capitale versato.
In altre parole, spiega l’Agenzia delle entrate, la sottoscrizione di questo tipo di polizze non ha una finalità previdenziale.
Per tutte queste ragioni, l’Ade ritiene che il contribuente non possa optare per l’applicazione dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF prevista per i e titolari di redditi da pensione di fonte estera.

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