Imposta scudo fiscale: versamento entro il 16 luglio

L'Agenzia delle entrate fornisce precisazioni in merito alla scadenza prossima che riguarda sia l’imposta di bollo speciale sulle attività finanziarie oggetto di emersione sia l’imposta straordinaria su quelle poi prelevate o, comunque, dismesse, introdotte dalla manovra salva Italia

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
L'Agenzia delle entrate fornisce precisazioni in merito alla scadenza prossima che riguarda sia l’imposta di bollo speciale sulle attività finanziarie oggetto di emersione sia l’imposta straordinaria su quelle poi prelevate o, comunque, dismesse, introdotte dalla manovra salva Italia

L’imposta di bollo speciale e quella straordinaria sulle attività emerse, introdotte dalla manovra salva Italia, da versare entro il prossimo 16 luglio, sono state analizzate dall’Agenzia delle entrate con un provvedimento direttoriale.

 

Bollo speciale annuale sulle attività emerse

Innanzitutto pare opportuno ricordare come la manovra salva Italia ha previsto, in riferimento all’imposta sullo scudo fiscale che, a decorrere dal periodo di imposta 2011, sia applicata un’imposta di bollo speciale annuale sulle attività emerse. L’imposta in tal caso ha misura pari al 10 per mille per il 2011 e del 13,5 per mille per il 2012, mentre salirà al 4 per mille per gli anni successivi. Ad essere soggette al bollo saranno sia le attività finanziarie oggetto dello scudo fiscale, che quelle oggetto di rimpatrio, sia fisico che giuridico.

 

Imposta straordinaria attività rimpatriate

Detto ciò, a linee molto generali, le Entrate forniscono precisazioni in particolare sull’imposta straordinaria sui prelievi delle attività oggetto di emersione, ricordando come tale imposta pari al 10 per mille trova applicazione sulle attività finanziarie rimpatriate che, nel periodo tra il 1° gennaio e il 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in parte prelevate a qualsiasi titolo in via definitiva dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione ovvero quelle comunque dismesse. Un’imposta una tantum quindi, il cui versamento deve essere effettuato nel 2012.

 

Imposta straordinaria eredi contribuente

L’Agenzia precisa che tale imposta una tantum si applica anche nei confronti degli eredi dei contribuenti che hanno rimpatriato attività finanziarie, usufruendo del regime di riservatezza, quando il de cuius abbia effettuato prelievi nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 6 dicembre 2011 e che sia deceduto successivamente a quest’ultima data.

 

Gli intermediari finanziari

Il provvedimento delle Entrate precisa anche che sono gli intermediari finanziari a dover trasmettere l’imposta di bollo speciale annuale e quella straordinaria sui prelievi dal conto del soggetto che ha effettuato l’emersione o possono anche ricevere la provvista direttamente dallo stesso contribuente.

 

Imprese di assicurazione residenti

Sono ricompresi tra gli intermediari in questione anche le imprese di assicurazione residenti, nel caso in cui le attività rimpatriate o comunque parte di esse, siano state utilizzate per la sottoscrizione di un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione in regime di riservatezza. Nel caso poi in cui la polizza sia oggetto di un contratto di amministrazione stipulato con una società fiduciaria residente, quest’ultima provvede, in luogo dell’impresa di assicurazione, a trattenere l’imposta di bollo speciale nonché quella straordinaria sui prelievi, ovvero a ricevere la provvista dal contribuente.

 

Il ruolo degli intermediari

L’intermediario deve trattenere le imposte in via prioritaria dal conto segretato e lo stesso deve trattenere le imposte dai conti riconducibili al soggetto che ha effettuato l’emersione. Se i conti non sono capienti, la provvista viene fornita dal contribuente. Stesso discorso vale per l’imposta straordinaria.

 

Le ipotesi del trasferimento del rapporto segretato

Nel provvedimento direttoriale, l’attenzione è posta anche al caso in cui il contribuente ha trasferito il rapporto segretato presso un altro intermediario nel corso del 2011. In tal caso l’intermediario presso cui il rapporto è detenuto al 6 dicembre 2011 deve applicare e versare l’imposta speciale relativa al 2011. In questo caso, l’imposta straordinaria sui prelievi  eventualmente effettuati è applicata e versata dall’intermediario presso il quale i prelievi sono stati effettuati. Se poi nel corso dei periodi di imposta successivi, il rapporto segretato viene trasferito ad altro intermediario mantenendo il regime della riservatezza, l’intermediario presso cui il rapporto  è detenuto al 31 dicembre di ogni anno, deve applicare e versare l’imposta speciale. Quando il contribuente ha trasferito nel periodo dal 1 gennaio al 6 dicembre 2011, il rapporto segretato presso un altro intermediario senza mantenere il regime di riservatezza, l’imposta di bollo speciale inoltre non è dovuta. Tuttavia, precisano le Entrate, considerato che questo trasferimento è equiparabile ad un prelievo, l’intermediario presso il quale il contribuente deteneva il rapporto segretato è tenuto a trattenere l’imposta straordinaria sui prelievi da eventuali conti comunque riconducibili al soggetto che ha effettuato l’emersione o a ricevere la provvista dallo stesso contribuente. Se invece questo trasferimento è avvenuto nel 2012 o in periodi successivi, il bollo speciale è dovuto per il periodo di tempo in cui si è usufruito del regime della riservatezza. In questo caso l’intermediario presso cui il contribuente detiene il rapporto segretato trattiene l’imposta dalla somma da trasferire o comunque riceve la provvista dal contribuente.

 

 

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Argomenti: Tasse e Tributi