Imposta di bollo e scudo fiscale nel decreto Salva Italia

Misura proporzionale applicata non solo ai depositi titoli, ma a tutti gli strumenti finanziari, anche quelli non sottoposti all’obbligo di deposito. Imposta straordinaria anche per le attività scudate

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Misura proporzionale applicata non solo ai depositi titoli, ma a tutti gli strumenti finanziari, anche quelli non  sottoposti all’obbligo di  deposito. Imposta straordinaria anche per le attività scudate

L’estensione dell’imposta di bollo su tutti i prodotti finanziari è una delle novità introdotte dal Dl 201 del 2011, il cosiddetto decreto salva Italia. Niente più progressività, bensì proporzionalità. (Manovra Monti: misure anticrisi su Gazzetta Ufficiale)

Via il superbollo introdotto dalla prima manovra correttiva del 2011, il Dl 98/11 convertito in legge n. 111/2011, ecco una nuova imposta di bollo che viene a caratterizzarsi per la proporzionalità in base al valore di mercato, e non più di rimborso o nominale, di tutti i prodotti finanziari.

 

IMPOSTA DI BOLLO SU TUTTI PRODOTTI FINANZIARI

Il decreto n. 201 del 2011 ha introdotto all’articolo 19 del decreto salva Italia l’applicazione dell’imposta di bollo a tutte le comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, anche quelli che non sono soggetti ad obbligo di deposito, ad eccezione dei fondi pensione e dei fondi sanitari. In particolare, viene previsto che viene applicata l’imposta in misura proporzionale sul complessivo valore di mercato o, in mancanza sul valore nominale o di rimborso. Un’estensione allora totale dove però si escludono i fondi pensione e i fondi sanitari.

Già precedentemente il governo aveva introdotto il superbollo con la manovra di luglio 2011, il Dl 98/11, convertito in legge n. 111 del 2011, che ora viene esteso in pieno a tutti gli strumenti finanziari.  La proporzionalità del bollo applicata significava che questo era applicato per un valore per cento annuo, in particolare dello 0,10% annuo dal 2012 e dello 0,15% dal 2013.  Il bollo non trova applicazione sul precedente dossier titoli, ma sulle comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti di investimento, quelle inviate dalle banche o altri intermediari finanziari con cadenza mensile, trimestrale e annuale.

Nel decreto salva Italia si prevede in particolare che per le comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, l’imposta è dovuta nella misura minima di 34,20 e nella misura massima di 1.200,00. Inoltre per le comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, la percentuale della somma da versare entro il 30 novembre del 2012 è ridotta al 50%. Si guarda al valore di mercato dello strumento finanziario e non più a quello nominale o di rimborso.

Anche se questo viene comunque preso a riferimento quando manca il valore di mercato. (Manovra Monti: bollo deposito titoli o mini patrimoniale?)

 

IMPOSTA DI BOLLO: CONTI CORRENTI E LIBRETTI DI RISPARMIO SONO ESCLUSI

L’imposta di bollo aumentata non trova applicazione sui conti correnti e i libretti di risparmio, e non ci sarà l’aumento dell’imposta di bollo neanche sui conti deposito vincolati. Il Dl 201 del 2011 fa riferimento ad una nozione ampia di strumenti finanziari a cui si applica l’imposta di bollo, e come tale si rinvia ad una successiva indicazione che definisca i contorni della nozione medesima. Risultano sottoposti alla nuova imposta di bollo, azioni e obbligazioni, certificati di deposito, polizze e buoni fruttiferi postali. Viene specificato nel testo del decreto n. 201 inoltre che l’estratto conto, compresa la comunicazione relativa agli strumenti ed ai prodotti finanziari, anche quelli non soggetti all’obbligo di deposito, si considera in ogni caso inviato almeno una volta nel corso dell’anno nonché alla chiusura del rapporto, anche nel caso in cui non sussista un obbligo preciso di invio. Se le comunicazioni sono inviate a scadenza periodica nel corso dell’anno, l’imposta di bollo in tal caso viene rapportata al periodo rendicontato.

 

IMPOSTA CAPITALI SCUDATI

Soggetti ad un’imposta straordinaria sono anche le attività oggetto di rimpatrio o regolarizzazione, ancora segretate. Ad esse infatti si applica un’imposta cosiddetta straordinaria dell’1,5% e sono gli intermediari finanziari che devono trattenere l’imposta dalle attività regolarizzate o rimpatriate, ovvero ricevono provvista dallo stesso contribuente.

Stiamo parlando dello scudo fiscale che dopo il governo Berlusconi, viene riproposto dal governo tecnico di Mario Monti, a tutte le attività patrimoniali, finanziarie, nonché capitali già oggetto di attività di regolarizzazione  o rimpatrio ai sensi delle precedenti versioni dello scudo fiscale. Se in passato, l’imposta applicata ai capitali scudati variava dai 2,5 al 4% tra scudo fiscale 2001 e scudo fiscale 2003, ora l’imposta si abbassa notevolmente all’1,5% dell’importo indicato dei capitali e  attività scudati, nella dichiarazione riservata.

Dichiarazione riservata che si caratterizza per l’anonimato, che identifica lo scudo fiscale italiano, come unico rispetto a quello previsto da legislazioni europee e non.

Il versamento da parte degli intermediari inoltre deve essere effettuato in due rate di pari importo, una con scadenza il 16 febbraio 2012 e una con scadenza il 16 febbraio 2013. Sussiste anche l’obbligo di segnalazione all’Agenzia delle Entrate, dei nominativi dei contribuenti verso cui non è stata applicata e versata l’imposta, a causa dell’intervenuta cessazione del rapporto di deposito, amministrazione o gestione delle attività rimpatriate o regolarizzate o comunque, per non aver ricevuto la provvista. Inoltre nei confronti di questi contribuenti, si prevede che l’imposta di bollo sia riscossa mediante iscrizione a ruolo e la sanzione applicata in caso di omesso versamento è pari all’importo non versato.

 

ATTIVITA’ OGGETTO DI EMERSIONE

Da ultimo si specifica che tale imposta è dovuta anche per quelle attività oggetto di emersione, già con l’entrata in vigore del decreto legge n. 201/2011, sono state, in tutto o in parte, prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione.

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