Importi pensioni 2015: 9,7 miliardi di euro sottratti

Inflazione e mancata rivalutazione degli assegni: così è stata mangiata la pensione degli italiani negli ultimi cinque anni

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Continua in questi giorni il dibattito sulla riforma pensioni. Ma il sindacato Spi-Cgil ha denunciato il taglio sugli importi delle pensioni di chi ha avuto la possibilità di ritirarsi dal lavoro negli ultimi anni. La situazione per chi è già pensionato infatti non è molto più rosea di quella di chi è ancora in servizio. Il blocco della rivalutazione degli assegni sarebbe costato secondo i dati la bellezza di 9,7 miliardi di euro ai pensionati italiani. Considerando che la platea interessata è di circa 5,5 milioni di pensionati arriviamo ad una decurtazione media pro-capite di 1.779 euro. Stando ai dati diffusi dal sindacato dei pensionati, il blocco alle pensioni ha riguardato importi pari a tre volte il trattamento minimo, ovvero circa 1400 euro lordi. 

Importi pensioni: dopo il 2015 scenderanno ancora?

Lo scenario peraltro è destinato a peggiorare ulteriormente se, come emerge dagli obiettivi della Bce, il tasso di inflazione dovesse superare di nuovo 2%.

I pensionati infatti rischierebbero di perdere ulteriori 3,6 miliardi di euro. Se si considerano anche i tassi di inflazione si scopre come in realtà il valore delle risorse sottratte dagli assegni Inps è superiore quasi della metà rispetto alla cifra e alla percentuale indicate, par a circa 3,6 miliardi di euro. Ma a ben vedere il danno prodotto dalla mancata rivalutazione degli importi degli assegni previdenziali ha conseguenze anche pi ampie di quelle descritte dai numeri. Purtroppo sono numerosi in Italia i giovani e gli under 40 che, ancora precari, fanno affidamento sulle pensioni dei genitori per arrivare a fine mese. Emerge quindi con chiarezza l’urgenza di includere nel ddl sulle pensioni anche il dibattito sulle rivalutazioni

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