Immobiliare: smart working e banda larga come volano del settore

Come cambia il mercato immobiliare in città e in provincia. Smart working e banda larga aumentano in valore delle case.

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Come cambia il mercato immobiliare in città e in provincia. Smart working e banda larga aumentano in valore delle case.

La crescita dello smart working imporrà di rivedere certe dinamiche abitative. Anche da un punto di vista della costruzione di nuove abitazioni, e potrebbe rappresentare un nuovo volano per il settore immobiliare.

E’ quanto sottolinea Luca Guffanti, a.d. di Ginvest, gruppo specializzato nel settore delle costruzioni edili, nella progettazione, nello sviluppo, nella vendita e locazione immobiliare, oltre che nella gestione di immobili a reddito.

Il settore immobiliare – afferma Guffanti – tradizionalmente piuttosto stabile e statico, ha conosciuto una rapidissima evoluzione in questi ultimi mesi. Dal punto di vista economico, la crisi ha inevitabilmente raggiunto anche questo settore, che pure ha reagito molto meglio di altri e dove da subito si è messo in moto il meccanismo di ripresa e, in molti casi, di crescita. Secondo l’ultimo report di Nomisma, il 2020 si chiuderà, a livello nazionale, con una flessione delle compravendite di abitazioni, ed una leggera contrazione dei prezzi“.

Immobiliare, settore redditizio per investire

Questi dati, però,non devono però essere fonte di preoccupazione, in quanto il mattone, da sempre considerato come un bene rifugio, rimane comunque un investimento redditizio e sicuro, ed il mercato immobiliare non si è mai fermato, per cui è ipotizzabile una ripresa a stretto giro.

I dati di Nomisma sono poi da relativizzare a seconda delle aree geografiche. Ad esempio, Milano città, suo Hinterland e aree Nord della Lombardia, vicino al confine con la Svizzera, mantengono performance positive e rimangono aree altamente attrattive per investitori nazionali ed internazionali.

Il capoluogo lombardo ha infatti attirato 3,1 miliardi di investimenti nei primi nove mesi del 2020, in crescita del 35% rispetto all’anno precedente. Vi è poi grande attesa per i giochi olimpici Milano-Cortina 2026, che daranno un forte boost ai cantieri edili, per costruire nuove infrastrutture e riqualificare e recuperare diverse aree della città.

Vendite in aumento nella aree provinciali lombarde

Allargando gli orizzonti particolarmente incoraggianti sono poi i risultati delle aree provinciali e periferiche, al di fuori delle grandi metropoli ma ben collegate con esse. Nonostante le previsioni di Nomisma sul mercato immobiliare, le zone più attrattive delle provincie limitrofe a Milano registrano addirittura un segno positivo nell’andamento delle vendite.

Queste zone sono infatti ideali per il nuovo modello di Real Estate che si sta plasmando in risposta alle nuove esigenze abitative e logistiche legate al Coronavirus. In primo luogo, in provincia è più facile trovare immobili in linea con quello che è il nuovo fabbisogno abitativo, a prezzi competitivi rispetto al centro città. Spazi dalle metrature maggiori, con esterni più ampi, e nuovi locali per il lavoro e il tempo libero, che ora si svolgono in casa.

Affitti in calo

Per quanto riguarda la locazione residenziale, nei mesi passati c’è stata ad una diminuzione della richiesta di soluzioni in affitto. In parallelo ad una crescita degli acquisti, anche se potrebbe essere un fenomeno transitorio legato all’attuale situazione socio-economica ed alla limitazione degli spostamenti dovuti alle misure per contrastare la diffusione pandemica.

La rivitalizzazione delle province“, a detta di Guffanti, “è poi legata alla presenza di numerosi immobili ad uso logistico. Magazzini di prossimità e centri di smistamento diventano sempre più importanti per soddisfare le nuove esigenze logistiche che si sono sviluppate in questi mesi. Tra cui la gestione dell’e-commerce, fenomeno in rapida ascesa.

Inoltre, le aree extra urbane potrebbero diventare importanti per una terza categoria, quella degli uffici. Perché anche in questo caso vi è una richiesta di spazi più grandi ma economicamente sostenibili per garantire il distanziamento sociale sul posto di lavoro“.

Smart working e mercato immobiliare

Esiste però un altro trend complementare che potrebbe impattare su questo fenomeno: la crescita dello smart working. Esso imporrà di rivedere certe dinamiche abitative, anche da un punto di vista della costruzione di nuove abitazioni, sia strutturalmente che di posizione.

Aumenta infatti la richiesta di abitazioni più ampie, con spazi appositamente dedicati al lavoro da remoto. Non vi è più la necessità di risiedere nelle grandi metropoli produttive. La casa diventa quindi il luogo anche per l’attività lavorativa, ma allo stesso tempo l’ufficio non perde di importanza. Piuttosto, muta la sua funzione tradizionale, diventando sempre più spesso luogo di rappresentanza per l’incontro con i clienti.

La fibra ottica accresce il valore degli immobili

Per la crescita delle aree periferiche o di provincia sarà fondamentale l’infrastruttura per la connettività a banda larga. Senza la quale diventa molto difficile lavorare in remoto.

Le ultime indicazioni da parte delle aziende del settore e del governo sembra stiano andando verso un’accelerazione su questo fronte. E bisogna dire che molto è stato fatto negli ultimi anni, per cui non si può che essere positivi su uno sviluppo immobiliare in Lombardia. Soprattutto quelle interconesse a Milano, e in contesti diversi da quelli tradizionali.

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