Immobiliare: +5,5% compravendite settore commerciale, ma prezzi giù

Crescono le compravendite di immobili commerciali nel terzo trimestre 2020. I prezzi però restano bassi e non accennano a riprendersi.

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Crescono le compravendite di immobili commerciali nel terzo trimestre 2020. I prezzi però restano bassi e non accennano a riprendersi.

Riparte il mercato immobiliare commerciale nel terzo trimestre 2020. Al ridimensionamento dei volumi di compravendita dovuti alla chiusura forzata e alla contrazione degli investimenti per lockdown, è seguita una ripresa frenetica delle attività.

Resta però da vedere se si tratta di un fuoco di paglia oppure è indicativo di una inversione di trend. Secondo Tecnocasa, il dato necessita di conferme nei prossimi mesi, anche se il timore è che la dinamica dei prezzi in discesa un po’ ovunque indichi che non ci si debba aspettare grandi sorprese.

Il segmento residenziale – fa notare Mutuionline – è quello che è stato più colpito dalla pandemia. Tuttavia anche quello commerciale ne ha risentito perché le attività di compravendita si stanno trasferendo online e i negozi fisici tendono a scomparire. Fanno eccezione i depositi, i magazzini, le autorimesse e le grandi aree per centri commerciali e supermercati.

Come cambia il mercato immobiliare con il virus

Dopo il forte impatto che le misure adottate dal governo italiano, per contenere il diffondersi del Covid-19, hanno determinato nei primi due trimestri di questo 2020 sul mercato immobiliare e sull’economia in generale, nel terzo trimestre si sono registrati per le compravendite di immobili nel settore terziario-commerciale tassi di variazione tendenziale mitigati nei cali e che tornano, in alcuni segmenti, in territorio positivo.

E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Immobiliare, compravendite in crescita nel terzo trimestre

Il settore terziario-commerciale nel suo complesso, dopo due consistenti cali in termini di volumi compravenduti (-16,5% nel primo trimestre, -32,1% nel secondo), ha mostrato nel terzo trimestre un’espansione del 5,5% rispetto all’analogo trimestre del 2019.

In particolare, per quanto riguarda il segmento Uffici e studi privati, nell’aggregato nazionale si evidenzia un tasso tendenziale negativo (-7,1%), con due macro aree (Centro e Sud) in controtendenza (rispettivamente +4% e +2%).

I dati mostrano inoltre un calo molto più consistente e generalizzato in termini di superfici compravendute (-17,9% a livello nazionale).

Negozi e laboratori hanno mostrato in questo terzo trimestre un calo dei volumi scambiati leggermente più contenuto, -5,5%, con un rilevante -14,3% nel Centro e con il solo Sud in controtendenza,

+5%; anche in questo caso le superfici delle unità scambiate hanno avuto un calo più consistente, -10,2%, particolarmente evidente ancora nel Centro, -20,7%.

Depositi e garage in forte aumento

Il terzo segmento, Depositi commerciali e autorimesse, è l’unico a presentare una dinamica espansiva, peraltro abbastanza omogenea e consistente. Tutte le macro aree presentano tassi positivi superiori al 10%.

Infine, passando alle tipologie residuali del settore terziario-commerciale, rappresentate rispettivamente dalle categorie catastali B/4 (Uffici pubblici), D/2 (Alberghi e pensioni), D/5 (Istituti di credito, cambio e assicurazione) e D/8 (Fabbricati destinati a speciali esigenze di carattere commerciale), oltre l’80% delle compravendite di questo raggruppamento ha riguardato la sola categoria D/8. In termini aggregati il calo tendenziale delle unità compravendute è stato pari al 6%.

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