Ilva, Calenda fa saltare il tavolo, senza conferme non si va avanti

Calenda, senza garanzie non si va avanti, i dipendenti dell'Ilva, devono essere tutelati, salta il tavolo tra azienda, sindacati e Governo.

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Calenda, senza garanzie non si va avanti, i dipendenti dell'Ilva, devono essere tutelati, salta il tavolo tra azienda, sindacati e Governo.

Gruppo Ilva: il Ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, ha fatto saltare il tavolo previsto per ieri presso l’azienda, incontro tra sindacati e governo per confermare  il piano occupazionale e il riconoscimento di un costo medio di 50mila euro per lavoratore.

Le conferme tanto attese non sono arrivate e il tavolo tecnico non si è fatto. Il Ministro è fermo sulla posizione, mancano garanzie salariali e contrattuali da parte della società partecipata da Alcelor Mittal e Marcegaglia, che ha provocato il plauso di lavoratori e sindacati.

Il ministro Calenda, ha bollato come «irricevibile» la proposta dell’azienda proprio sul salario e sull’inquadramento dei lavoratori.

Ilva: 4mila esuberi

Con l’accordo Am InvesCo sono 9.930 dipendenti lavoreranno per il rilancio del gruppo. Questo significa che circa 4mila lavoratori saranno licenziati.

Il ministro De Vincenti, rassicura che i dipendenti non verranno licenziati ma assorbiti.

Il gruppo am InvestCo ha vinto la gara per l’acquisizione di tutti gli stabilimenti Ilva. Il progetto del gruppo è quello di assumere solo una parte dei dipendenti della fabbrica di Cornigliano, dei 1500 solo 900 saranno assunti. La notizia arriva direttamente dai commissari dell’Ilva, nella lettera inviata ai sindacati in vista del nuovo incontro che si terrà lunedì 9 ottobre con il Governo. Saranno 600 gli esuberi a Genova, di cui si dovrà occupare la gestione commissariale.

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