Il riscatto laurea può far saltare la pensione anticipata per le donne: ecco quando

Il riscatto laurea può far saltare la pensione anticipata per le donne. Quando? Lo spieghiamo in questo focus.

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Il riscatto laurea può far saltare la pensione anticipata per le donne. Quando? Lo spieghiamo in questo focus.

Scegliere il riscatto agevolato della laurea non comporta alcuna penalizzazione se si vuole richiedere anche Opzione Donna. Attenzione, però. Il riscatto laurea può far saltare la pensione anticipata per le donne. Quando? Lo spieghiamo in questo focus.

C’è da fare molta attenzione sui tempi della domanda di entrambi i benefici. La richiesta deve essere contestuale altrimenti si perde la possibilità di accedere ad Opzione Donna.

Spieghiamoci meglio.

Il riscatto laurea può far saltare la pensione Opzione Donna: quando e perché

Può sembrare assurdo ma se il riscatto laurea viene richiesto prima di fare la domanda per la pensione anticipata Opzione Donna (art. 16 del D.L. n. 4/2019) si rischia di non accedere alla pensione stessa.

Chi intende raggiungere i 35 anni di contributi necessari per accedere a questo tipo di pensione sperimentale e vuole richiedere anche il riscatto laurea, dovrà farne richiesta contestualmente altrimenti la domanda di pensione non verrà accolta.

Lo stabilisce l’art. 2 della Legge n. 184/1997. E’ necessario in quanto l’onere di riscatto, normalmente determinato con il sistema della riserva matematica, al momento della richiesta di Opzione Donna viene invece computato in base al criterio del calcolo a percentuale.

Ecco perché i due benefici devono essere richiesti contemporaneamente, per una questione di calcolo corretto.

Opzione contributiva della pensione e Opzione Donna: differenze

Per gli anni di studio precedenti al 1996, il riscatto della laurea prevede l’opzione contributiva della pensione, penalizzante per molti ma non per chi sceglie Opzione Donna. C’è una differenza fra le due opzioni pensionistiche.

L’opzione contributiva della pensione prevede l’intero calcolo con il regime contributivo di tutti i contributi presenti.

L’Opzione Donna, seppure preveda un ricalcolo contributivo, mantiene i contributi nel sistema misto, quindi non si può definire una pensione contributiva bensì una prestazione mista/contributiva. Permette di ricevere l’integrazione al trattamento minimo, non riconosciuta invece nel caso della pensione contributiva.

L’accesso ad Opzione Donna necessita di contribuzione versata prima del 1995 (che ricade nel regime contributivo). Spetta alle donne lavoratrici con età minima di 58 anni (se dipendenti) e 59 anni (se autonome) con un’anzianità contributiva di almeno 35 anni.

Il riscatto laurea richiede l’opzione al contributivo e fa decadere i requisiti di Opzione Donna. Ecco perché richiedendo il riscatto agevolato di laurea prima della domanda di Opzione Donna, quest’ultima non viene accolta.

A chiarirlo è anche la circolare INPS numero 6 del 2020 al punto 4.2.

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