Il reddito di cittadinanza può essere pignorato se chi lo percepisce ha debiti insoluti?

Il reddito di cittadinanza può essere pignorato (in tutto o in parte). Ce lo ha chiesto un lettore: la risposta non è banale.

di , pubblicato il
pignoramento conto

Un nostro lettore ci ha chiesto parere tecnico in merito alla pignorabilità del reddito di cittadinanza:

Gentilissima,

con la presente Le chiedo, pur essendo un supporto per allegerire poverta’ e mancanza di lavoro, se il reddito di cittadinanza e’ Pignorabile a norma di legge.

Grazie.

La questione è tutt’altro che banale e, per rispondere, bisognerebbe comprendere in primis proprio la natura del reddito di cittadinanza come sussidio.

Il Reddito di Cittadinanza è pignorabile?

Tra i risvolti pratici del reddito di cittadinanza c’è anche la discussione in merito alla pignorabilità del suddetto sussidio. La normativa che lo ha introdotto non ha stabilito nulla in proposito. D’altra parte, visti i requisiti di reddito previsti, non è assurdo pensare che il titolare del reddito di cittadinanza si possa trovare in stato di indigenza. In queste fattispecie (ipotetiche ma non irrealistiche) rischia il pignoramento del RdC?

In mancanza di riferimenti normativi, spetta inevitabilmente alla dottrina ed alla giurisprudenza l’onere di definire, proprio partendo dall’analisi della natura del reddito di cittadinanza, se è pignorabile (in modo assoluto o relativo) oppure no ed, eventualmente dunque, il carattere di  eccezione della normativa rispetto al principio generale ex art. 2740 c.c.

Il Reddito di Cittadinanza ha natura assistenziale o previdenziale?

La questione primaria da chiarire riguarda dunque proprio la natura del sussidio: il carattere di assistenzialità tenderebbe ad escludere o circoscrivere la pignorabilità; la natura previdenziale dell’istituto, al contrario, la ammetterebbe, sia pure entro il limite del c.d. minimo vitale.

In realtà, considerare il reddito di cittadinanza come un trattamento pensionistico appare per certi versi una forzatura, posto che la misura in analisi non è legata ad una situazione di quiescenza.

Differenza tra pensione e reddito di cittadinanza in merito alla pignorabilità

Diverso il discorso della pensione di cittadinanza che sconta il suddetto limite.

Diversamente dal reddito, quest’ultima è infatti una misura rivolta in via esclusiva agli inabili al lavoro, quindi costituisce una vera e propria misura di lotta alla povertà. In quanto tale, risulta difficile trovare terreno per la pignorabilità.

La pensione, in altre parole, è pensata proprio per chi non può più lavorare e, in tal senso, ha solo il solo scopo di combattere la condizione di non abbienza. Se ne deduce che non sarà pignorabile, in relazione al comma 7 dell’art. 545 c.p.c., per un importo corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, maggiorato della metà.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza non ci sono appigli legislativi neppure per provarne la natura alimentare. Qualora la detenesse, ci si potrebbe più facilmente appellare alla previsione di relativa impignorabilità dei crediti alimentari, stabilita dal comma 1 dell’art. 545 c.p.c., rimettendo la valutazione alla discrezione del giudice.

Se il reddito di cittadinanza si equiparasse a reddito da lavoro sarebbe altresì pignorabile entro la misura di un quinto ma anche questa interpretazione appare labile.

Conclusione: il Reddito di Cittadinanza può essere pignorato?

Le esigenze da considerare sono due: da un lato quella del titolare del sussidio a non perdere la cifra riconosciuta per il sostentamento dei bisogni primari, dall’altra l’interesse del creditore. Ipotizzare la pignorabilità integrale del reddito di cittadinanza contrasterebbe con l’art. 2 Cost, secondo cui “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” nonché con l’art. 36 Cost., secondo cui “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa“.

In mancanza di riferimenti legislativi certi e vista la questione dibattuta sulla natura del Reddito di Cittadinanza, non si può escludere a priori che qualche tribunale possa ammettere la pignorabilità del reddito di cittadinanza, eventualmente parziale.

Il giudice terrà sempre conto delle condizioni economiche del beneficiario per escludere dal pignoramento quanto è strettamente indispensabile per la sua sopravvivenza.

Nei fatti potrebbe capitare che la banca, il padrone di casa o il condomino che vantano dei crediti contro il titolare del RdC, si rivolgano al giudice per procedere con il pignoramento.

E non da escludere che il tribunale gli dia ragione.

Argomenti: , ,