Il Fisco spia i nostri conti correnti: ecco cosa si rischia

Attraverso l'incrocio dei dati il Fisco è ora in grado di spiare i conti correnti e tutti i depositi dei contribuenti. Ma cosa si rischia con questi controlli?

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Attraverso l'incrocio dei dati il Fisco è ora in grado di spiare i conti correnti e tutti i depositi dei contribuenti. Ma cosa si rischia con questi controlli?

Alla data del 31 marzo 2016 gli istituti bancari e Poste Italiani avranno l’obbligo di fornire mensilmente e annualmente i dati relativi alle giacenze medie dei conti correnti degli italiani, compresi saldo di inizio e fine anno del conto corrente, l’ammontare dei depositi e degli investimenti posseduti. Il tutto, ovviamente, allo scopo di combattere l’evasione fiscale attraverso attività istruttorie di indagini finanziarie. Il Fisco ci spia: ecco come il Grande Fratello fiscale passa ai raggi x i nostri soldi Incrociando i vari dati, infatti, l’Agenzia delle Entrate riuscirà a combattere fenomeni di frode fiscale fornendo ulteriori strumenti di avvio agli accertamenti fiscali. In questo modo l’Agenzia delle Entrate avrà modo di verificare la veridicità delle dichiarazioni Isee fornite dai contribuenti per accedere alle prestazioni agevolate. Nell’Isee, infatti viene richiesto di indicare l’ammontate della giacenza media di tutti i conti posseduti. Avendo accesso diretto a tale dato l’Agenzia potrà verificare la reale esattezza delle dichiarazioni dei contribuenti e in caso di incongruenza di dati scatterebbe l’accertamento fiscale.   Stessa cosa per la dichiarazione dei redditi: in questo modo l’Agenzia delle Entrate potrà verificare facilmente se il contribuente ha entrate non dichiarate per frodare il Fisco.   Secondo il Garante della Privacy, però, il rischio che concretamente corrono gli italiani è che il servizio che permette l’accesso al cassetto fiscale, alla trasmissione del 730 precompilato non poggerebbe su una infrastruttura informatica molto sicura e l’invio dei codici per avvedervi non rispetta la procedura standard di sicurezza: Pin e password di accesso vengono inviate, secondo il Garante, via posta e permetterebbero, quindi, a chiunque di accedere ai dati del contribuente intercettando la comunicazione postale.

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