Il Fisco mette le ali: tassati aerotaxi

Ridotta l’imposta sui velivoli introdotta dalla manovra Salva Italia, maggiorata quella sugli elicotteri e introdotta la tassa di sbarco per le isole minori

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Ridotta l’imposta sui velivoli introdotta dalla manovra Salva Italia, maggiorata quella sugli elicotteri e introdotta la tassa di sbarco per le isole minori

Il Governo tassa i voli privati o meglio chi utilizzerà i charter a noleggio per spostarsi, per motivi personali o di lavoro nei cieli, con un’imposta variabile dai 100 ai 200 euro a persona, per ogni decollo.

Tra gli emendamenti presentati al decreto semplificazioni fiscali, il DL n. 16 del 2012, si segnala anche quello riguardante una nuova imposta erariale sugli aerotaxi.

Ma le novità non si arrestano qui, poiché si riduce l’imposta su aerei ed elicotteri privati introdotta dal governo Monti con il dl n. 201/2011, convertito in legge n. 214 del 2011, la c.d. manovra salva Italia che viene applicata anche per i velivoli esteri che stazionano in Italia per oltre 45 giorni consecutivi.

Per chi ha già versato l’imposta, si prevede poi il recupero tramite compensazione delle somme versate in eccesso, al prossimo certificato di revisione dell’aereo.

Guardia di finanza e autorità aeroportuali vigileranno sul corretto assolvimento di tali obblighi fiscali.

 

La nuova imposta erariale sugli aerotaxi

Partendo dagli aerotaxi, nell’emendamento presentato all’art. 16 del dl n. 201/2011, si prevede l’introduzione del nuovo comma 10-bis, proprio in tema di imposta sugli aerotaxi.

Un prelievo che andrà a pesare su ogni passeggero e per ogni tratta.

L’importo varia tra i  100 euro in caso di tragitto inferiore a 1.500 km e i 200 euro per distanze superiori a detta soglia.

Il vettore aereo dovrà versare  l’imposta all’Erario, dopo averla riscossa dal soggetto trasportato.

 

Alleggerita l’imposta sui velivoli privati

Negli emendamenti presentati, si segnala anche una bella novità per chi è interessato dall’imposta, prevista dalla manovra Salva Italia, quella sugli aerei privati, disciplinata in particolare all’articolo 16, comma 11 del dl n. 201/2011.

Oggetto delle attenzioni degli emendamenti sono gli aeromobili privati che risultano immatricolati nel registro aeronautico nazionale tenuto dall’Enac.

In tal caso per essi si prevede una riduzione degli importi annuali dovuti, che deve essere determinata sempre in base al peso massimo del velivolo al decollo.

 

Le nuove misure dell’imposta

A voler dare un po’ di numeri, si avrà:

– per gli aerei fino a 1.000 kg si pagheranno 0,75 cent/kg (prima era 1,5 euro/kg),

– per gli aerei fino a 2 mila kg si verseranno 1,25 euro/kg (prima era 2,45 euro/kg),

– per gli aerei fino a 4 tonnellate 4 euro/kg (prima erano 4,25),

– per gli aerei fino a 6 tonnellate 5 euro/kg (prima erano 5,75).

Invariate sono invece le misure relative agli aerei di dimensioni maggiori, che dovranno pagare 6,65 euro/kg se il peso al decollo arriva ad 8.000 kg, oppure 7,10 euro/kg fino a 10 mila kg e 7,55 euro/kg sopra le 10 tonnellate.


Maggiorata l’imposta per gli elicotteri

Modificati anche gli importi per gli elicotteri. Se il dl n. 201/2011 sanciva che l’imposta erariale in questione fosse dovuta in misura doppia rispetto a quelle previste per gli aeromobili, nell’emendamento presentato si capovolge la situazione, prevedendo una maggiorazione addirittura del 50%.

 

Esenti aerei di Stato e velivoli storici

Così altre novità vengono alla luce in tema di esenzioni. Non devono corrispondere l’imposta in oggetto gli aerei di Stato, di linea, quelli appartenenti ad aeroclub o a centri di addestramento, formazione o paracadutismo, nonché quelli storici, con più di 40 anni di vita e quelli destinati al soccorso o quelli immatricolati a nome dei costruttori, in attesa di vendita.

 

Regime transitorio

Norme transitorie sono previste per l’applicazione della nuova imposta sugli aerei privati, nonostante le corrispondenti modalità di versamento siano state già precisate dall’Agenzia delle entrate.

Nell’emendamento si stabilisce che le novità trovano applicazione in maniera retroattiva, ossia a far data dall’entrata in vigore della manovra Monti (6 dicembre 2011 per il decreto-legge e 28 dicembre 2011 per la legge di conversione).

Per gli aerei che non risultano immatricolati presso l’Enac e che nel periodo compreso tra il 28 dicembre e il 2 marzo 2012 hanno sostato nel territorio nazionale per più di 45 giorni, l’imposta deve essere corrisposta entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

Per chi ha già pagato l’imposta secondo le regole previste dall’Agenzia, si prevede la compensazione delle somme versate in eccesso, all’atto del successivo rinnovo del certificato di revisione della aeronavigabilità.

 

Tassa sbarco

In arrivo anche la tassa di 1,5 euro per lo sbarco nelle isole minori.

Una tassa questa che permetterà ai comuni delle isole minori di istituirla in luogo dell’imposta di soggiorno, per finanziare interventi in materia di turismo, beni culturali e ambientali e servizi pubblici.

Esenti i residenti del comune, i lavoratori e gli studenti pendolari.

 

Per maggiori informazioni e chiarimenti clicca qui

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Argomenti: Tassa aerei