Il fisco delle badanti: una riflessione sull’evasione sotto i nostri occhi

Un'esperienza su badanti in regola che però evadono il fisco in modo legale.

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Un'esperienza su badanti in regola che però evadono il fisco in modo legale.

Un nostro lettore ci ha scritto la sua esperienza su quel che pensa del “fisco delle badanti” che ho pensato di riportare integralmente poiché, come egli stesso fa notare, non è un fenomeno isolato.

Sono molte, infatti le badanti straniere che inviano i propri guadagni “a casa” ma sarà proprio vero che evadono il fisco italiano? Io su questo non posso essere sicura ma riporto l’esperienza del nostro lettore.

Oggi ho letto un articolo sul Corriere della Sera, nel quale, a detta di questo giornalista, molte badanti rumene, una volta tornate a casa dopo anni di lavoro in Italia, finiscono in ospedali psichiatrici a farsi curare.

Ora, che le malattie psichiatriche sarebbero da attribuire al lavoro svolto in Italia è veramente qualcosa che dovrebbe fare riflettere questo giornalista, che sicuramente conosce il termine badante ma non conosce in alcun modo tutto il resto.

Il vero problema è che queste persone vengono in Italia, lavorano per anni, mandando a casa quasi tutto il denaro che guadagnano alle loro famiglie, spesso i loro mariti o figli se ne approfittano e quando queste persone tornano a casa si ritrovano praticamente un pugno di mosche in mano.

A parte questo però veniamo al dunque, che dovrebbe invece essere l’interesse degli italiani e sopratutto dei loro politici.

In Italia ci sono circa un milione di badanti  in regola, numero che credo sia in difetto, lo Stato, dovrebbe interessarsi di questo milione di lavoratrici su quanto versano in termini di tasse al fisco.

Mia madre ha avuto una badante in regola dall’ottobre del 2012 fino ad aprile del 2016.

In questi anni questa badante di origine Ucraina non ha versato un solo centesimo di tasse al fisco, contestualmente mia madre le ha pagato ogni stipendio, tredicesima, ferie e tfr, oltre che i contributi.

Nel 2016 quando poi è sopraggiunta un limite alla sopportazione di questa lavoratrice si è deciso di licenziarla.

A questo punto lo Stato le ha riconosciuto anche la disoccupazione, poi, non abbastanza, siccome le scadeva anche il permesso di soggiorno, la Questura senza batter ciglio glie lo ha rinnovato.

Non si pensi che questo è un caso singolo, questa è una prassi comune, una rete ben ramificata di persone che sanno benissimo come ci si può comportare nel nostro Paese.

Allora, il problema è che i datori di lavoro delle badanti non sono dei sostituti di imposta, significa quindi che la badante deve provvedere a versare le imposte dovute, che come ogni cittadino, sopra gli 8000 Euro di guadagno vanno calcolate.

Mediamente una badante convivente percepisce un cud di circa 15000 euro l’anno, ma ovviamente a questa evasione a ciel sereno non sembra esserci nessuno che se ne interessi, strano con uno Stato sempre alla ricerca di denaro.

Che ognuno ne tragga le sue conclusioni, sperando che chi di dovere si prenda l’obbligo di fare rispettare le regole a tutti.

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