Il Cura Italia non sospende la decadenza dalle agevolazioni prima casa

Salvo previsioni in successivo decreto, almeno per ora non rientrano nella sospensione i termini di decadenza dai benefici fiscali legati al rispetto di determinate condizioni

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Salvo previsioni in successivo decreto, almeno per ora non rientrano nella sospensione i termini di decadenza dai benefici fiscali legati al rispetto di determinate condizioni

Tra le cause di decadenza dall’agevolazione per acquisti prima casa vi rientra il caso cui si trasferisce nel quinquennio l’immobile acquistato con le agevolazioni e non si proceda all’acquisto entro l’anno di un nuovo immobile, da destinare ad abitazione principale. A questo proposito, in considerazione della sospensione stabilita per gli adempimenti tributari ricadenti nel periodo che va dall’8 marzo al 31 maggio 2020 (fissata dal decreto Cura Italia) è stato chiesto al MEF se sono da intendersi sospesi anche i termini di legge ricadenti nello stesso menzionato periodo e previsti per eventuali decadenze. A tal proposito, il Ministero ha fatto sapere che questi termini non sono sospesi perché la perdita delle agevolazioni fiscali collegate all’acquisto della prima casa si associa al compimento di atti o vicende di tipo non strettamente tributario (cessione della prima casa prima dello spirare dei 5 anni e riacquisto di altro immobile entro un anno; spostamento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto). È, tuttavia, allo studio un intervento legislativo per un prossimo decreto legge, finalizzato a derogare ai termini di decadenza in questione.

Si ricorda che è l’art. 62 del decreto Cura Italia (decreto-legge n. 18 del 2020), con l’intento di favorire i contribuenti in questo periodo di epidemia da Covid-19, ad aver previsto, in favore di coloro che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, la sospensione degli adempimenti (diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale) in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. Per essi il termine ultimo è slittato al 30 giugno prossimo.

I requisiti per l’agevolazione prima casa

In estrema sintesi, al fine di godere della agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa, l’acquirente non deve possedere un altro immobile acquistato con la medesima agevolazione o, se lo possiede, deve venderlo entro 12 mesi dal nuovo acquisto agevolato. Inoltre, la casa deve trovarsi nel Comune in cui l’acquirente abbia la residenza o la trasferisca entro 18 mesi dall’acquisto e l’immobile acquistato non deve appartenere a categoria catastale di lusso (A/1, A/8 ed A/9). Il beneficio spetta anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio rimesse e autorimesse) e C/7 (tettorie chiuse o aperte), ma limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria. E’ comunque necessario che la pertinenza sia destinata in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che quest’ultima sia stata acquistata beneficiando dell’agevolazione prima casa. Il beneficio si concretizza nel pagare imposte in misura ridotta sull’atto di acquisto. Nel dettaglio se si compra da un soggetto privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) scatta l’imposta di registro del 2%, invece che del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro. Laddove, invece, il venditore è un’impresa con vendita soggetta a Iva, chi compra con i requisiti prima casa dovrà versare l’IVA ridotta al 4% (anziché del 10%) calcolata sul prezzo della cessione e pagherà le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 euro ciascuna. Si decade dalle agevolazioni, con la necessità di pagare poi le differenza d’imposta con maggiorazioni a titolo di sanzione, in caso di mendacità delle dichiarazioni previste dalla legge, rese in sede di registrazione dell’atto; in caso di mancato trasferimento della residenza nel comune ove è ubicato l’immobile entro 18 mesi dell’acquisto; in caso di vendita dell’immobile oggetto dei benefici prima che sia trascorso un quinquennio salvo che si acquisti entro un anno altro immobile da destinare ad abitazione principale.

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