Ikea Milano: dipendente separata con figlio disabile licenziata per aver chiesto di rivedere i turni

Licenziata dipendente separata e con figlio disabile e con 104 perché non rispettava il turno di inizio lavoro delle 7 dopo che aveva chiesto più volte di poter iniziare più tardi.

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Licenziata dipendente separata e con figlio disabile e con 104 perché non rispettava il turno di inizio lavoro delle 7 dopo che aveva chiesto più volte di poter iniziare più tardi.

Una dipendente dell’Ikea di Milano è stata licenziata perché, queste le motivazioni dell’azienda “E’ venuto meno il reciproco rapporto di fiducia” poiché in due occasioni la dipendente non ha rispettato gli orari di lavoro.

La dipendente in questione, però, in più occasioni aveva avvisato i datori di lavoro di non riuscire a prendere servizio la mattina alle 7 poiché doveva prendersi cura del figlio disabile ed essendo separata non aveva possibilità di delegare ad altri tale compito.

Dopo il licenziamento di M.R. gli altri dipendenti hanno indetto uno sciopero di solidarietà.

Licenziata dall’Ikea: ecco la vicenda

La dipendente, in un’intervista rilasciata a Repubblica, ha raccontato che “Mi sono sempre adattata a tutte le richieste e ho detto di sì anche all’ultima, quella in cui mi hanno chiesto di cambiare reparto. Ho detto sì, ma ho chiesto che mi si venisse incontro per gli orari: io ho due bambini uno di dieci e uno di cinque anni, il più piccolo è disabile”.

La donna per anni ha lavorato al bistrot dell’Ikea e quando le hanno chiesto di trasferirsi al ristorante ha accettato mettendo in chiaro che non poteva coprire il turno che iniziava alle 7 di mattina previsto negli orari di lavoro. Al bistrot, infatti, la donna non iniziava a lavorare prima delle 9. “All’inizio mi hanno detto di sì e che non ci sarebbero stati problemi. Poi le cose sono cambiate” racconta, alla fine ha deciso di adottare gli orari che faceva quando lavorava al Bistrot.

Non è passato molto tempo che la trentanovenne è stata sollevata dall’incarico nonostante usufruiva della legge 104 (Legge 104 5/2/1992: testo completo)  che va a tutelare l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap.

L’azienda sostiene che era “venuto meno il rapporto di fiducia in due occasioni in cui la dipendente si sarebbe presentata al lavoro in orari diversi da quelli previsti, una volta due ore in anticipo, l’altra due ore in ritardo”.

Licenziamento Ikea: quali reazioni?

I colleghi della donna per protestare contro la decisione di licenziare la collega hanno organizzato diversi scioperi e Marco Beretta, della Cgil di Milano, ha annunciato che “Alla faccia del welfare. In questi anni Ikea ha cambiato pelle e questo episodio è un chiaro messaggio rivolto ai lavoratori. Vogliono far capire a tutti che decidono loro e, a prescindere dai problemi che può avere ognuno, o accettano o sono fuori. In questi giorni organizzeremo raccolte firme, presidi e volantinaggi”.

Il Gruppo Ikea, nel frattempo, non ha espresso alcun commento sull’accaduto ma in merito alla situazione della dipendente licenziata ha fatto sapere che si stanno svolgendo “tutti gli approfondimenti utili a chiarire compiutamente gli sviluppi della vicenda” per “valutare al meglio tutti i particolari e le dinamiche relative alla lavoratrice in questione. Solo dopo aver completato questa analisi, Ikea Italia commenterà le decisioni prese e le ragioni che ne sono alla base”.

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