Rimborso Ici e ricorso in commissione tributaria

Disciplina sulla richiesta di rimborso dell'Ici versata e non dovuta. Tutto quello che c'è da sapere sui ricorsi in commissione tributaria

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il

DOMANDA RIMBORSO ICI: QUANDO è POSSIBILE PRESENTARLA

L’articolo 13 disciplina l’ipotesi in cui il contribuente richieda al Comune competente il rimborso relativo all’imposta versata e non dovuta. In questo caso occorre effettuare domanda entro tre anni dal giorno del pagamento oppure da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto di avere il rimborso. Su tali somme competono gli interessi calcolati in base al tasso legale vigente. Le somme che vengono liquidate dal Comune ai sensi del comma 1 possono, se viene richiesto, essere compensati con gli importi dovuti a titolo di imposta comunale sugli immobili.  I termini di presentazione dell’istanza possono essere anche modificati in autonomia dal Comune ( ad esempio il Comune di Udine prevede un termine di 5 anni). Inoltre molti comuni prevedono una somma minima sotto la quale non è possibile chiedere il rimborso ( generalmente fissata a 10,33 euro).

 

SANZIONI ICI IN CASO DI MANCATA PRESENTAZIONE DICHIARAZIONI ICI

L’articolo 14, comma 1, del decreto legislativo n. 473 del 1997 fissa l’impianto delle sanzioni da applicare in materia Ici. In caso di mancata presentazione della dichiarazione o denuncia Ici, viene applicata una sanzione amministrativa di importo che va dal 100 al 200 per cento del tributo dovuto. Se la dichiarazione  o la denuncia sono infedeli occorre anche applicare un’ulteriore sanzione che prevede il pagamento di un’imposta che va dal cinquanta al cento per cento dell’imposta dovuta. Identica sanzione occorre applicare per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, o per la mancata consegna entro 60 giorni di eventuali questionari richiesti dall’amministrazione comunale. Le sanzioni vengono ridotte ad un quarto caso ( ora un terzo) nel caso in cui il contribuente effettui un’adesione per il pagamento del tributo e della sanzione.

Le violazioni formali ( ad esempio errori di compilazione, mancata indicazione dei dati anagrafici, ecc.) se non incidono sull’ammontare del tributo sono sanzionate con una somma pari ad un minimo di 51,64 euro ad un massimo di 258,22 euro.

Per quanto riguarda le sanzioni previste ai commi 1 e 2 dell’art. 14 ( parliamo quindi delle sanzioni dovute all’omissione o all’infedeltà della dichiarazione) è possibile effettuare la riduzione ad un quarto, a condizione che nel termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto impositivo venga effettuata un’adesione ( come previsto dagli artt. 16 e 17 del D. lgs 472 del 1997) da parte del contribuente oppure  il contribuente deve effettuare il pagamento di quanto richiesto entro il termine dei 60 giorni.

 

RICORSO ICI: TUTTO PASSA DALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA

Quando scatta il contenzioso Ici  – Contro l’atto di accertamento, l’avviso di liquidazione, l’atto che irroga le sanzioni, il ruolo o il provvedimento che respinge l’istanza di rimborso e’ possibile effettuare ricorso secondo quanto stabilito dal DPR 636 del 1972 ( in questo caso la controparte non è rappresentata dall’amministrazione finanziaria come riportato nel decreto ma dall’ufficio comunale).

Ricorso commissione tributaria Ici – I contenziosi vengono decisi dalle commissioni tributarie provinciali e regionali ed occorre proporre ricorso al Comune competente, che può essere inoltrato secondo tre diverse modalità. Il primo consiste nel notificare il ricorso mediante ufficiale giudiziario, il secondo mediante spedizione raccomandata con avviso di ricevimento con un plico senza busta oppure mediante consegna diretta dell’atto al Comune stesso che rilascerà apposita ricevuta. Il termine per proporre ricorso i Commissione tributaria provinciale è tassativamente entro 60 giorni dalla data di notifica dell’atto, mentre il ricorso contro il tacito rifiuto alla restituzione del tributo o delle sanzioni può essere presentato dopo il 90° giorno dalla presentazione dell’istanza di rimborso, ma comunque entro il termine di prescrizione ordinaria decennale.  Inoltre si hanno altri 60 giorni dalla data di notifica della sentenza( o un anno nel caso la sentenza non sia stata notificata) per proporre ricorso in commissione tributaria regionale.

L’atto deve contenere, a pena di inammissibilità del ricorso, l’indicazione delle parti e ‘oggetto del contenzioso, i motivi per cui si fa ricorso ed anche altri motivi solo in caso vengano depositati documenti non conosciuti. Successivamente occorre che il ricorrente si costituisca in giudizio entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso al Comune mediante il deposito nella segreteria della commissione tributaria competente di un atto conforme a quello con cui è stato presentato il ricorso. Vi è obbligo di assistenza tecnica per il ricorrente che deve essere assistito da un difensore abilitato munito di procura ( con competenza generale se avvocati, procuratori legali, commercialisti, ragionieri e periti commerciali oppure nelle materie specifiche se il difensore p un ingegnere, consulente del lavoro, agronomo, architetto, periti edili, ecc.). L’obbligo di assistenza tecnica non  sussiste se il valore della controversia è inferiore ai 2.582,28 euro o nel caso il provvedimento sia irrogato ad un contribuente che ha la facoltà di difendersi in autonomia dinanzi alle commissioni.

 

INDENNITA’ DI ESPROPRIAZIONE

L’art. 16 stabilisce che in caso di espropriazione di area fabbricabile l’indennità è ridotta ad un importo pari al valore indicato nell’ultima dichiarazione o denuncia presentata dall’espropriato ai fini dell’applicazione dell’imposta se il valore dichiarato è inferiore all’indennità di espropriazione determinata secondo i criteri stabiliti dalle norme in vigore. Se l’espropriazione è realizzata per pubblica utilità oltre all’indennità è dovuta anche una maggiorazione pari alla differenza tra l’importo dell’imposta pagata dall’espropriato per lo stesso bene nei cinque anni e quello che deriva dal calcolo dell’imposta effettuato sulla base dell’indennità.

 

DISPOSIZIONI FINALI

L’art. 17 stabilisce che l’imposta comunale sugli immobili non è deducibile agli effetti dell’irpef o ires ( occorre pertanto effettuare una variazione in aumento in sede di dichiarazione dei redditi). Sono inoltre esclusi dall’imposta locale sui redditi i fabbricati a qualsiasi uso destinati, i redditi dominicali dei terreni agricoli ed i redditi agrari di cui all’art. 29 del testo unico sulle imposte sui redditi.

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Argomenti: Redditi e Dichiarazioni

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