Ici prima casa, aumento Iva e tassa patrimoniale: scenari possibili

Mentre sulla reintroduzione dell'Ici sulla prima casa non sembrano esserci dubbi, la situazione resta molto fluida sull'introduzione di una tassa patrimoniale

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Mentre sulla reintroduzione dell'Ici sulla prima casa non sembrano esserci dubbi, la situazione resta molto fluida sull'introduzione di una tassa patrimoniale

AMMORTIZZATORI SOCIALI ANCHE PER I PRECARI: NOVITA’ ANCORA LONTANE

Non solo una riforma sulle pensioni, ma anche diversi interventi per i lavoratori in attività, questo quanto previsto dal nuovo esecutivo guidato da Mario Monti. In particolare secondo le indicazioni derivanti da Bruxelles si dovrebbe porre una equiparazione tra lavoratori a tempo indeterminato, protetti comunque da ammortizzatori sociali, e lavoratori precari che non godono delle stesse agevolazioni. Il ministro del welfare Fornero e lo stesso Monti sono al lavoro quindi per studiare  degli appositi interventi, i quali con molta probabilità non saranno presentanti già il 5 di dicembre, in quanto non si vuole correre il rischio che a causa di un eccessiva fretta si introducano degli interventi approssimativi. Infatti alcuni interventi, come la modifica dell’art. 18 in materia di licenziamento, devono essere ben studiati ed occorre del tempo per apportare le giuste correzioni.

 

AUMENTO IVA DI UNO O DUE PUNTI PER FAR CRESCERE IL POTERE D’ACQUISTO

Diversa invece la situazione in materia di riduzione del costo del lavoro, intervento che potrebbe essere finanziato con l’aumento di uno o due punti dell’iva. (Aumento Iva e introduzione Imu: governo Monti s’interroga)

Con l’aumento di un punto percentuale dell’iva ordinaria l’introito per le casse statali sarebbe di oltre 4 miliardi di euro, mentre se si procedesse all’aumento di due punti percentuali il guadagno per le casse statali sarebbe di circa 8,8 miliardi di euro. Soldi che l’esecutivo potrebbe destinare ad abbattere il cuneo fiscale, agevolando un aumento di produttività delle imprese, o per aumentare il netto in busta paga dei lavoratori, in modo da spingere i consumi ( al netto di una contrazione che comunque si genera a seguito dell’aumento dei prezzi dovuto all’aumento di aliquota iva). Stimolare i consumi è proprio la strada intrapresa da diversi paesi europei, come la Germania che ha tagliato le imposte o la Gran Bretagna che ha ridotto di due punti percentuali l’aliquota per le tassazione delle società.

Secondo l’esecutivo infatti occorrono degli interventi in materia di retribuzione e di tassazione sulla stessa. In particolare l’Italia ha un cuneo fiscale, per un salario medio, pari al 46,9 per cento, decisamente troppo alto rispetto al 34,9 per cento di media dei restanti paesi europei. A tal fine le imprese da tempo chiedono di intervenire sulle tassazioni Irap, visto che tale imposta grava anche sui costi relativi al lavoro dipendente.

 

REINTRODUZIONE ICI PRIMA CASA CERTA, IPOTESI TASSA PATRIMONIALE SI ALLONTANA

A parte il lavoro e le pensioni altro nodo rilevante è quello del pacchetto casa studiato dall’esecutivo. Le notizie sono ora più precise rispetto al passato, e si dà per abbastanza certo il ritorno dell’ici sulla prima casa e una rivalutazione delle rendite catastali di circa il 15 per cento sui valori attuali. Il ritorno dell’ici ( che forse nella nuova versione si chiamerà Imu) è abbastanza certo, mentre si allontana decisamente l’introduzione di una patrimoniale, anche in versione leggera, a causa della contrarietà da parte del Pdl.

Per l’Ici, o l’Imu, l’obiettivo è quello di non rendere troppo gravoso il pagamento per  i contribuenti che dopo anni di sacrifici sono riusciti a comprare una casa di proprietà. Tale obiettivo potrebbe essere raggiunto grazie ad una differenziazione dell’aliquota da pagare in base al numero di immobili posseduti. (Ici e Irpef: sulla prima casa tornano le imposte)

 

RIVALUTAZIONE RENDITE CATASTALI: PIANI DELL’ESECUTIVO

L’obiettivo di non tassare in maniera eccessiva i proprietari di un immobile potrebbe essere raggiunto anche grazie alla revisione delle rendite catastali, anche se in questo caso in generale si pagherà di più , visto che le rendite sono ferme al 1996. Alcune zone potrebbero avere una rendita inferiore, se nel corso degli anni l’attrattività di una zona è diminuita, ma in generale il territorio urbano delle città si è allargato e quindi le vecchie periferie urbane sono divenute zone semi- centrali. Basti pensare che in base alle rilevazione dell’agenzia del territorio la rendita catastale è circa un terzo del valore reale degli immobili, ma in alcuni casi, come nelle grandi città, il valore di mercato reale potrebbe essere anche di 8-10 volte il valore catastale. Tuttavia una rivalutazione del 15 per cento , che non tenga conto quindi del valore attuale di un immobile, manterrebbe intatte le sperequazioni che esistono tutt’ora ( in sostanza un’immobile pregiato del centro storico potrebbe avere la stessa rendita catastale di un’immobile di periferia).

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Argomenti: Tasse e Tributi, Redditi e Dichiarazioni, Lavoro e Contratti