Ici e Irpef: sulla prima casa tornano le imposte

Tornano le tasse sulla prima casa, ma il governo cerca di rispettare un criterio progressivo legato al reddito

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Tornano le tasse sulla prima casa, ma il governo cerca di rispettare un criterio progressivo legato al reddito

Viste le numerose  voci  che riguardano il ritorno di nuove tasse per la prima casa, addentriamoci nell’argomento e cerchiamo di capirne di più, anche in base agli ultimi “rumors” di settore. Occorre innanzitutto premettere che le imposte sugli immobili potrebbero escludere una fetta abbastanza grande di proprietari, in base alla richiamata “progressività” in grado di prevedere agevolazioni e sconti per i contribuenti che fanno parte dei ceti sociali più deboli.

REINTRODUZIONE ICI PRIMA CASA: SI TERRA’ CONTO DEL REDDITO DEL PROPRIETARIO

Comunque tra le novità più accreditate vi sono la reintroduzione dell’ici ( con il nome di imu, vista la natura federalista del tributo) per la prima casa, o la reintroduzione del pagamento irpef per i redditi fondiari anche per la prima casa ( attualmente l’imposta è dovuta solo per fabbricati diversi dalla prima casa). La differenziazione che l’esecutivo prevede di fare è in base al reddito del proprietario dell’immobile ed al suo patrimonio personale. Pertanto visti i dati forniti dall’agenzia del territorio è utile ricordare che i proprietari di immobili con un reddito sino a 10 mila euro sono circa 6,2 milioni , mentre quelli che denunciano al fisco meno di 26 mila euro annui sono più di 11 milioni. Possiamo quindi affermare che i proprietari di immobili che denunciano meno di 26 mila euro all’anno sono circa il 70 per cento del totale.

Differente il caso dei proprietari di immobili che hanno redditi superiori ai 75 mila euro annui, i quali rappresentano appena lo 0,7 per cento del totale dei proprietari. Inoltre in questa fascia le proprietà hanno un valore medio di 562 mila a fronte di un valore medio immobiliare di circa 160 mila euro denunciato dal 70  per cento dei contribuenti titolari del diritto di proprietà su un’unità immobiliare. Tali dati fanno ben capire che la larga parte dei possessori di immobili non hanno grosse fortune ed è rappresentano da persone che in larga parte hanno redditi abbastanza contenuti.

PAGAMENTO ICI: AGEVOLAZIONI PER I MENO ABBIENTI

Nasce quindi l’esigenza di prevedere un sistema di pagamento dell’ici che preveda agevolazioni consistenti per i meno abbienti, anche se proprietari di casa. L’orientamento dell’esecutivo è quello di collegare l’entità del tributo al reddito percepito.

Il neo premier Mario Monti ha ribadito che le imposte applicate alla prima casa sono inferiori in Italia rispetto alla media europea, e che nel resto della comunità europea le tasse sulla prima casa esiste e viene normalmente pagata.  A conti fatti la mancata applicazione della tassazione potrebbe costare sino a 10 miliardi derivanti in parte da introiti Ici ed in parte da Irpef e mancato introito derivante da cedolare secca. Infatti gli introiti derivanti da cedolare secca ed irpef sono in larga parte girati ai Comuni dallo Stato, e pertanto, in caso di ripristino dell’ici che andrebbe a rimpinguare le casse comunali, i versamenti Stato – ente locale andrebbero a diminuire. Pertanto sebbene i decreti di natura federalista stabiliscano che le tasse sulle proprietà immobiliari siano da destinare ai comuni, a beneficiarne potrebbe essere anche lo Stato. E l’introito derivante dalla reintroduzione dell’Ici per la prima casa potrebbe essere utilizzato per recuperare i 20 miliardi di euro necessari per non effettuare i tagli alle agevolazioni fiscali.

AGEVOLAZIONI FISCALI: TROPPE E MAL DISTRIBUITE

Infatti il nodo delle agevolazioni fiscali è ancora tutto da risolvere. Le circa 700 agevolazioni concesse ad imprese e famiglie costano allo Stato un mancato introito di oltre 250 miliardi di euro. L’esenzione totale della prima casa ai fini irpef comporta per l’erario un mancato introito di circa 3 miliardi di euro. Prevedendo una rimodulazione dell’agevolazione si riuscirebbe quindi a recuperare una parte di introito che dovrebbe essere calibrato in modo da non danneggiare troppo i ceti più deboli.

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Argomenti: Tasse e Tributi