Guerra al contante: anche gli italiani si adeguano

In Italia gira sempre meno contante e più pagamenti digitali. Siamo però ancora indietro come mentalità rispetto ad altri Paesi Ue.

di , pubblicato il
In Italia gira sempre meno contante e più pagamenti digitali. Siamo però ancora indietro come mentalità rispetto ad altri Paesi Ue.

Sarà stato il Covid e la lotta all’evasione fiscale, ma anche in Italia la guerra al contante sta facendo breccia fra i consumatori.

Mai come quest’anno si sono registrate tante attivazioni di carte di credito e bancomat sui circuiti bancari. Così come si vedono in giro tanti corrieri e postino consegnare ogni giorno pacchi e pacchetti contenenti merce ordinata online.

Tutto sembra aver assunto una dimensione diversa, spinta anche dalla digitalizzazione e dall’e-commerce che offre prezzi estremamente competitivi rispetto ai negozi fisici. Mediamente si spende il 20% acquistando online e, in tempi di crisi, non si può sottovalutare il risparmio.

In Italia meno contante e più pagamenti digitali

Così, anche in Italia è iniziata la rivoluzione: i pagamenti sono sempre più digitali e il contante viene usato meno. Lo conferma uno studio realizzato da Visa in collaborazione con Gfk. Con l’obiettivo di comprendere le nuove esigenze dei consumatori italiani rispetto ai pagamenti elettronici, all’e-commerce e ai nuovi trend di acquisto digitale.

Dai dati raccolti emerge come, anche in Italia, si assista a un trend di abbandono dei pagamenti in contante a doppia cifra (23% i consumatori che ne hanno ridotto l’uso). Con una crescita della propensione dei pagamenti contactless del +28%. Mentre di pari passo, sul fronte online, l’e-commerce fa un balzo in avanti con 51% degli italiani che ha per la prima volta fatto acquisti online (25%) o ne ha incrementato la frequenza (26%).

In aumento lo shopping online

A questi numeri si affianca un altro valore mai registrato prima. Il 62% degli italiani non considera più i pagamenti in contante preferibili a quelli digitali. E per il futuro gli italiani si dicono propensi a un’ulteriore diminuzione dei pagamenti in contante in negozio del 31% per acquisti superiori ai 100 euro.

Lo studio è stato svolto su un campione di popolazione composto da 3.200 individui, di età compresa fra i 18 e i 65 anni, residenti in Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Studio condotto per esplorare l’impatto di Covid-19 sulle abitudini e sulle percezioni dei consumatori in materia di e-commerce e pagamenti in store.

Negozi fisici sostenuti da cashback

Altro importante trend, i consumatori sono sempre più impegnati a sostenere i negozi di vicinato e la comunità attraverso i loro acquisti. Rispettivamente il 74% e il 77% degli intervistati in Italia e Spagna ha dichiarato di aver incrementato gli acquisti presso gli esercenti locali durante il primo lockdown e, per il 58% degli italiani e il 70% degli spagnoli, ha intenzione di continuare ad acquistare locale anche in futuro.

Nei 4 Paesi analizzati, Italia, Francia, Spagna e Portogallo, è emersa una crescita in media dell’e-commerce del 46% e una diminuzione media dell’uso del contante del 37% con le donne (-40%) e gli over 55 (-41%) a fare da traino. In negozio, l’uso delle carte di debito cresce in media del +28%, mentre l’utilizzo dei wallet nei pagamenti online è aumentato del 13%.

Ma la vera forza motrice che tende a sostenere le vendite dei negozi fisici è il cashback. L’iniziativa recentemente adottata in Italia è funzionante anche all’estero, benché a sostenere i rimborsi siano più i privati e le banche. Da noi il cashback è stato ideato dalle banche e promosso dallo Stato anche per sostenere il commercio tradizionale, ma il rischio è che potrebbe non durare a lungo per via dei costi da sostenere.

Argomenti: ,