Green pass medico di famiglia: ecco quando non si paga l’Iva

L' avvenuta guarigione dall'infezione da Covid-19, con certificazione rilasciata dal Medico di Medicina Generale, può beneficiare di un'esenzione Iva particolare

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Green pass per entrare dal commercialista: la richiesta al Senato

Non si paga l’Iva sulle certificazioni verdi COVID-19, Green pass, attestanti l’avvenuta guarigione dal virus e rilasciate dai medici di medicina generale ai pazienti assistiti a domicilio. Si è espressa in tal senso l’Agenzia delle entrate con la risposta n° 591 di ieri 15 settembre.

L’istanza di interpello

Il rilascio del Green pass, ossia della certificazione verde Covid-19, può avvenire nei casi di:

  • avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 al termine del prescritto ciclo, con certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria che ha effettuato la vaccinazione;
  • avvenuta guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2, con certificazione rilasciata dietro pagamento (costo Green pass) dal Medico di Medicina Generale laddove il richiedente sia stato assistito a domicilio;
  • effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus SARS-CoV-2, con certificazioni rilasciate dalle strutture sanitarie pubbliche o private che svolgono i test.

Da qui, è stato chiesto all’Agenzia delle entrate  se per la certificazione Green pass di avvenuta guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2, rilasciata dai medici di medicina generale ai pazienti assistiti a domicilio, dietro pagamento (costo green pass) sia applicabile l’ esenzione IVA, oppure se la stessa sia da assoggettare ad IVA ordinaria.

Il parere dell’Agenzia delle entrate: niente Iva per il Green pass

L’esenzione in esame è regolata dall’art.10 del DPR 633/72, c.1, n°18, decreto Iva.

Nello specifico, non si paga l’Iva per:

le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze.

Per l’applicazione dell’esenzione devono sussistere congiuntamente, anche ai ai fini del Green pass:

  • sia il requisito oggettivo (ossia che trattasi di prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona),
  • sia il requisito soggettivo (ossia che le prestazioni siano rese nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, secondo le disposizioni dello Stato).

In materia, la Corte di giustizia europea ha definito, nell’ambito di alcune sentenze, specifici criteri di esclusione dal beneficio. Con la circolare n°4/2005, l’Agenzia delle entrate ha rilasciato alcuni chiarimenti in merito.

Ad ogni modo, alla luce del quadro normativo e di prassi, l’Agenzia delle entrate ritiene che le certificazioni Green pass di avvenuta guarigione dal Covid-19 emesse dal medico di base rientrano nel contesto agevolabile previsto dalla misura.  Perché qualificabili come prestazioni sanitarie di tutela della salute del cittadino o della collettività. Condizione necessaria ai fini dell’esenzione.

Si è espressa in tal senso l’Agenzia delle entrate con la risposta n° 591 di ieri 15 settembre.

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