Dalla gravidanza al parto: tutti i documenti da presentare all’Inps per non perdere bonus e maternità

Tra bonus e congedi gravidanza e maternità meglio tenere a mente le scadenze Inps

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In gravidanza, e con l’avvicinarsi del parto, ci sono tante cose a cui pensare. Purtroppo non mancano gli adempimenti burocratici. E se è vero che gli squilibri ormonali influiscono anche sulla memoria della gestante, allora meglio appuntarsi i documenti da presentare all’Inps prima e dopo il parto.

Bonus mamma domani e congedo maternità: scadenze prima del parto

Prima del lieto evento sono due le domande da fare all’Inps fondamentalmente:

  • congedo di maternità;
  • bonus mamma domani (detto anche premio alla nascita benché si possa richiedere a partire da due mesi prima della scadenza del termine).

Congedo di maternità: tempistiche per la domanda

L’astensione per maternità delle lavoratrici dipendenti dura 5 mesi. Non è più obbligatorio, qualora lo stato di salute lo permetta, suddividerli in due mesi precedenti alla nascita e tre post parto. L’Inps riconosce l’80% della retribuzione. L’importo viene anticipato dal datore di lavoro.

 

La domanda per il congedo di maternità obbligatorio va inviata prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto (prima del settimo mese), allegando un certificato medico di gravidanza. Si può fare alternativamente online sul portale Inps oppure telefonando al Contact center dell’Inps, oppure con assistenza dei patronati (che comunque seguiranno la stessa procedura telematica).

Bonus mamma domani: quando si può presentare domanda

A partire da due mesi dalla data presunta del parto si può inoltre fare domanda per richiedere all’Inps il premio nascita di 800 euro. L’importo una tantum viene erogato dall’Inps in una soluzione unica. Non è soggetto a criteri di reddito. Anche in questo caso la domanda si può fare sul sito dell’Inps, chiamando il contact center oppure tramite patronato.

Documenti dopo il parto: cosa comunicare all’Inps

Anche dopo il parto ci saranno alcuni adempimenti da rispettare. Ecco quali e le relative scadenze (magari a questo penseranno i neo papà). Ecco nell’ordine gli step da seguire:

 

  • farsi rilasciare l’attestazione di nascita in ospedale;
  • presentare questo documento entro 10 giorni all’ufficio Stato civile del Comune di nascita per fare la denuncia di nascita, comunicando il nome scelto;
  • farsi rilasciare dal Comune il Certificato di nascita;
  • attendere di ricevere a casa il codice fiscale del neonato/a con la tessera sanitaria;
  • fare richiesta all’Inps per i residui tre mesi di congedo obbligatorio che spettano (inviando il certificato di nascita entro 30 giorni dalla data del parto);
  • fare la richiesta del Pediatra agli sportelli dell’Azienda sanitaria locale presentando la vostra carta d’identità e il codice fiscale/tessera sanitaria del neonato/a (viste le restrizioni Covid la procedura si fa online).
  • (per chi ha intenzione di viaggiare) chiedere all’ufficio anagrafe del Comune di residenza l’attestato di identità del bambino valido per l’espatrio (che fino ai 15 anni sostituisce la carta d’identità).

 

Ricordiamo che, sempre tramite domanda all’Inps, dopo il parto si può avere diritto a:

  • maternità facoltativa (fino ad un massimo di 10 mesi retribuiti al 30%);
  • riposi per allattamento (una o due ore al giorno in base all’orario giornaliero di lavoro per il primo anno di vita);
  • bonus bebé, voucher baby-sitting o asilo nido (da luglio 2021 sostituiti dall’assegno unico universale).
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